Salerno, ripresa dei lavori al Crescent: I commenti

La ripresa dei lavori nei settori dal 2 al 5 nel Crescent, l’edificio semicircolare progettato da Bofill per delimitare piazza della Libertà a Salerno, in seguito all’accogliemento dell’istanza presentata dalle aziende lo scorso 3 luglio, è stato commentato in diversi modi nel capoluogo. Positiva, ovviamente la valutazione del sindaco De Luca convinto, però, che lo stop abbia provocato un ritardo anche nei lavori della pavimentazione e nel parcheggio, lavori che fanno parte di un altro cantiere.
“Prendo atto della notizia della sentenza del Consiglio di Stato, che ha sospeso la precedente sospensiva dei lavori di realizzazione del Crescent – spiega il primo cittadino di Salerno – Dopo quasi due mesi persi inutilmente, dunque, il cantiere torna attivo e si riprende a lavorare a pieno regime. Purtroppo questa sospensione ha determinato un rallentamento nell’avanzamento dei lavori di Piazza della Libertà e del parcheggio interrato. Cercheremo di recuperare il tempo perso nell’interesse dei lavoratori, dei cittadini e dell’economia salernitana”.
Soddisfazione piena, invece, da Eugenio Rainone, amministratore della Crescent srl, l’associazione di imprese (Rcm Rainone-Ritonnaro e Favellato) che sta costruendo l’edificio.
“La società Crescent esprime viva soddisfazione per la recente ordinanza del Consiglio di Stato n.2811 del 18 luglio 2012, con la quale in pieno accoglimento dell’istanza di revoca proposta dagli Avv.ti Lentini, Sanino e Vosa, è stata autorizzata la prosecuzione dei lavori di costruzione del Crescent fino alla quota di Piazza della Libertà, in attesa dell’udienza del 23 ottobre, in cui saranno decisi tutti i ricorsi proposti dall’Associazione Italia Nostra, già respinti dal Tar di Salerno.
La società, pertanto ha prontamente comunicato al Comune di Salerno la ripresa dei lavori del Crescent, per i lotti 2-3-4-5 – lotto 1- SUB UMI 2- con ripristino dei rapporti lavorativi con le maestranze in cassa integrazione, secondo il cronoprogramma, accettato e condiviso, dai giudici di Palazzo Spada, in sede di comparazione di contrapposti interessi pubblici e privati.
La decisione segna un ulteriore traguardo positivo, per il completamento del programma costruttivo, che si confida avrò il definitivo via libera con la decisione di merito del Consiglio di Stato, fissata per il 23 ottobre, che la società Crescent attende con rinnovata fiducia”
.
Più netta la presa di posizione dei sindacati dell’edilizia, affidata ad un lungo comunicato firmato da
Luigi Ciancio della Feneal-Uil, Ferdinando De Blasio della Filca-Cisl e Luigi Adinolfi della Fillea-Cgil,
convinti che l’Italia non possa consentirsi i tempi lunghi della giustizia.
“I lavori riprendono in attesa della sentenza definitiva che sarà pronunciata ad ottobre. Si sospende la sospensiva crediamo che siano accadimenti solo e tutti italiani. Noi avevamo chiesto a più riprese che il Consiglio di Stato si pronunciasse nel merito da subito per evitare questo dispendio di tempo e di risorse umane ed economiche che portano solo ad impaurire e disincentivare i privati ad investire.
Non è possibile che di fronte ad investimenti di una rilevanza stratosferica, in questi periodi di mancanza di lavoro, un’amministrazione o un privato, nonostante tutti i passaggi istituzionali, debba attendere e sottostare a sentenze così contraddittorie.
Evidentemente non ci rendiamo conto che non possiamo permetterci più tempi lunghissimi della giustizia italiana. Il nostro ordinamento, fatto da centinaia di migliaia di leggi e norme, è spesso un’accozzaglia di contraddizioni. Bisognerebbe che in parlamento si mettesse mano ad una semplificazione e allo sfoltimento di tanti inutili codicilli. Adesso si riprende il lavoro sospeso da una sospensiva a sua volta sospesa da un’ulteriore sospensiva in attesa di un’altra sentenza chissà se definitiva o appellabile a sua volta, nel nostro Paese niente è incerto come le sentenze. Da oggi tutti in attesa, con la spada di Damocle che pende, di una prossima sentenza, al di là di come ognuno la pensi sul CRESCENT… non è una bella cosa e non solo per gli operai impegnati nel cantiere”
.
Di differente avviso, infine, Italia Nostra, l’associazione ambientalista che, con il suo ricorso, ha provocato la sospensione parziale, sospesa a sua volta oggi, dei lavori nei settori 2,3,4 e 5 del Crescent. Ricorso che sarà affrontato nel merito, dal Consiglio di Stato, il prossimo 23 ottobre.
“L’Ordinanza resa il 17 luglio scorso dalla VI sezione del Consiglio di Stato sostanzialmente conferma la sospensiva del permesso di costruire per impedire l’irreversibile trasformazione dello stato dei luoghi nelle more della sentenza di appello, prevista per il prossimo 23 ottobre, ma consente i lavori nel sottosuolo.
Stupisce che la VI sezione non abbia considerato che anche i lavori delle strutture interrate del condominio privato Crescent determinino la trasformazione dello stato dei luoghi.
È imbarazzante poi verificare che il Consiglio di Stato non abbia minimamente considerato le delicate questioni idrogeologiche su un’area sensibile poste dall’Associazione nonché l’effetto – diga causato dalla enorme mezzaluna in cemento sul deflusso delle acque, come sottolineato nelle perizie presentate da Italia Nostra.
Anche questi sono i valori ambientali che tutela Italia Nostra, valori che sono sicuramente prevalenti rispetto a meri interessi economici di una società che, a quel che pare, senza i finanziamenti bancari avrebbe difficoltà a costruire così come pare avere seri problemi con le polizze fideiussorie a garanzia del Comune.
Sconcerta, infine, anche la posizione assunta dal Comune il quale malgrado la sospensione del permesso di costruire, ribadita dalla VI Sezione, consenta alla società la prosecuzione dei lavori che, in caso di accoglimento dell’appello di Italia Nostra, saranno a carico della collettività in virtù dell’impegno assunto in convenzione dall’ente locale.
Un danno ulteriore che si aggiunge ai circa venti milioni di euro che la Crescent Srl afferma di aver già speso.
L’Associazione è serena e proseguirà, con rinnovata convinzione, nella battaglia civica e giudiziaria. Non a caso Italia Nostra ha già presentato nuovo ricorso innanzi al Tar di Salerno per impugnare il nuovo permesso (numero 6/2012) evidenziando nuove gravi irregolarità”
. (180712)

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