Ecomafie, Salerno prima per illeciti ambientali

Salerno prima in Italia per illeciti ai danni dell’ambiente, Campania prima in classifica tra le 21 regioni del paese con 4 mila 777 reati accertati in un anno ovvero 13 reati al giorno. Sono i numeri orribili che fotografano il quadro desolante della situazione nel Rapporto Ecomafia 2013 di Legambiente. In un anno si sono registrate complessivamente 3 mila 428 persone denunciate e arrestate per mille e 153 sequestri e un giro di affari di 4.5 miliardi di euro gestito da 83 clan.
Situazione non felice anche in provincia di Napoli che si colloca al primo posto tra tutte le province italiane per l’illegalità in un’altra categoria: quella del ciclo dei rifiuti, con 303 infrazioni e 180 sequestri, seconda Salerno con 143 reati e 58 sequestri effettuati. Sale al terzo posto la provincia di Benevento con 114 infrazioni e 107 persone denunciate. Chiudono Caserta e Avellino con 99 infrazioni accertate. E le ecomafie in Campania non fanno solo affari con i rifiuti. Il cemento, il movimento terra, e gli appalti continuano a rivelarsi una straordinaria “lavanderia” per riciclare soldi. La Campania figura al primo posto in Italia anche per gli illeciti accertati nel 2012 nel ciclo del cemento. Un altro primato in negativo che si aggiunge a quelli “conquistati” da questa regione nelle statistiche del rapporto Ecomafia 2013. Nel 2012 sono 5000 le case abusive realizzate e ben 875 le infrazioni (il 13,9% del totale nazionale) con 967 persone denunciate e 311 sequestri effettuati. Napoli è maglia nera con 305 reati davanti Salerno con 267, Avellino con 208 infrazioni, Caserta con 57 e Benevento con 38.
Numeri da brivido soprattutto per i costruttori che rispettano le regole. L’incidenza dell’edilizia illegale nel mercato delle costruzioni è infatti passata dal 9% del 2006 al 16,9% stimato per il 2013. Mentre le nuove costruzioni legali sono crollate da 305.000 a 122.000, quelle abusive hanno subito una leggerissima flessione: dalle 30.000 del 2006 alle 26.000 nel 2013. A fare la differenza sono ovviamente i costi di mercato: a fronte di un valore medio del costo di costruzione di un alloggio con le carte in regola pari a 155 mila euro, quello illegale si realizza con un terzo dell’investimento, esattamente 66 mila euro. Non sarebbe comunque un buon affare se si corresse davvero il rischio della demolizione, ma si tratta di un’eventualità purtroppo remota: tra il 2000 e il 2011, infatti, nei cinque comuni capoluogo di provincia della Campania sono state emesse 18.111 ordinanze di demolizione ma solo 828, appena il 4,5% sono state eseguite. (180613)

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