Trasporti, il Cstp consegna il piano concordatario. Santocchio: Preoccupazioni per la ricapitalizzazione

Ulteriore passo in avanti verso il salvataggio del Cstp. Presentato al tribunale Fallimentare di Salerno il piano concordatario, dopo le modifiche approvate ieri pomeriggio dall’azienda della mobilità. Resta, comunque, la preocupazione dei dipendenti del settore per il futuro. Secondo i sindacati nel bilancio della regione Campania, in via di approvazione, ci saranno ulteriori tagli per il trasporto pubblico locale. Intanto venerdì giornata di sciopero nazionale dei ferrovieri. (100413 Giancarlo Frasca)

Nuova versione per il piano concordatario messo a punto dal Cstp per perfezionare il risanamento dell’azienda salernitana della mobilità. Su indicazione del Tribunale Fallimentare, infatti, ieri pomeriggio, il Collegio dei liquidatori ha approvato il nuovo documento che prevede sei classi di creditori in chirografo, cioé quelli ordinari e non assistiti da garanzie, in particolare i fornitori, rivedendo la percentuale di rimborso per loro previsto. In base al diritto fallimentare, se i debiti verso i creditori privilegiati, ciorca 22 milioni per il Cstp, dei quali 7 per i dipendenti, dovranno essere saldati per intero, per quelli ordinari e, quindi, anche per i fornitori, sarà fatto in misura percentuale, dal 20 al 62%, come approvato ieri pomeriggio dai liquidatori. Oggi la consegna alla Fallimentare in vista del via libera che dovrebbe giungere entro il 20 aprile. Un passo indispensabile, assieme alla ricostituzione del capitale sociale, per superare la fase della liquidazione. Ricapitalizzazione che, però, stenta a decollare a pieno.
I lavoratori ed i sindacati, comunque, restano preoccupati, per la situazione nella quale versa il trasporto pubblico locale in Campania. Nel corso di un incontro a Napoli i rappresentanti delle organizzazioni sindacali hanno chiesto all’assessore regionale Vetrella di accantonare definitivamente il Consorzio Unico Campania. Secondo Galdi della Fit Cisl, infatti, la bigliettazione unica avrebbe creato solo perdite alle aziende aderenti. Per la Sita, ad esempio, si parlerebbe di 6 milioni di euro, per il Cstp di 4. In sostanza, benefici per i viaggiatori a parte, le aziende del settore prima di Unico incassavano il 35% dei ricavi da traffico contro il 16 attuale.
Preoccupazioni anche da parte della Cgil, anche e soprattutto per il futuro, con nuovi tagli per il trasporto pubblico che sarebbero contenuti nel Bilancio Regionale in via di approvazione

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