TG 300312 Cstp, Santocchio: “Il disavanzo non è riconducibile alla nostra gestione”

All’indomani dell’assemblea degli azionisti che ha deciso per la messa in liquidazione del Cstp il presidente Santocchio ha voluto chiarire che il disavanzo della società, ricostruito anche negli atti illustrati ieri dal Collegio sindacale, non è riconducibile alla gestione degli ultimi due anni e snocciola le cifre dell’economia prodotta dal 2010 ad oggi. “Abbiamo fatto il possibile per far quadrare i conti. Nel corso della mia gestione abbiamo prodotto un’economia di circa tre milioni di euro”. Così Santocchio che ha voluto fare alcune precisazioni, soprattutto in merito ai risultati di economicità prodotti dall’Azienda dal giorno del suo insediamento. Risultati che sono stati sottolineati anche nel corso dei lavori assembleari, sia nella relazione del Direttore generale Antonio Barbarino, sia nella relazione del Collegio sindacale.
“Ho il dovere morale – spiega il Presidente Santocchio di precisare che il notevole disavanzo accumulato dall’Azienda, ritenuto incolmabile dai soci azionisti, non è riconducibile all’attuale gestione, trovando origine negli anni passati e nei recenti tagli delle risorse al settore del trasporto imposto dal Governo. Sono i fatti a dimostrarlo, anzi i numeri, illustrati anche ieri mattina nel corso dell’Assemblea dal Collegio sindacale. Al mio insediamento, ho trovato un’Azienda con un disavanzo di oltre venti milioni di euro. Proprio per cercare di tamponare le perdite, che man mano aumentavano anche alla luce dei tagli, negli ultimi due anni abbiamo messo in atto una politica rigorosa di contenimento dei costi, ed i risultati ci sono stati. Abbiamo prodotto un’economia di circa tre milioni di euro, di cui un milione e settecento mila solo per il personale”.
“ Grazie ad una strategia mirata – continua il Presidente della CSTP S.p.A. – siamo riusciti a ridurre sia il numero dei lavoratori che da 720 sono passati a 636, sia quello dei dirigenti, passati da tre ad uno. Per non parlare delle trattative con i sindacati, che sono ancora in atto, per l’avvio dei contratti di solidarietà difensivi. E’ vero che l’Assemblea dei soci ha deliberato la messa in liquidazione della CSTP, ma ciò non significa che l’Azienda è morta. Non dimentichiamo che l’art.2484 del codice civile prevede in ogni momento la revoca del provvedimento di liquidazione, fermo restando ovviamente il ripristino delle condizioni di equilibrio economico-finanziario. Tale equilibrio potrà conseguirsi intervenendo su due fronti, ridicendo i costi ed incrementando i ricavi. E’ proprio in tale direzione che bisogna continuare a lavorare. Dal mio canto, nell’esercizio delle funzioni di presidente di questa Azienda, continuerò a lavorare per proseguire senza interruzione l’iter di risanamento intrapreso da questa gestione”.

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