TG 300312 Cstp, corse bloccate, lavoratori al Consiglio provinciale. Cirielli invita il Comune di Salerno a lavorare insieme

Si inasprisce la vertenza Cstp. All’indomani della decisione dell’assemblea degli azionisti di mettere il liquidazione il consorzio salernitano per i trasporti pubblici, questa mattina gli autobus sono rimasti quasi tutti nei depositi. Un blocco quasi totale delle corse, ufficialmente motivato dalla sicurezza per carenze nelle dotazioni dei mezzi. Sullo sfondo, ovviamente il braccio di ferro ingaggiato dai circa 650 lavoratori contro i vertici aziendali e le istituzioni locali. Proprio per fare pressioni sugli enti proprietari dell’azienda della mobilità è stato organizzato un presidio sotto Palazzo Sant’Agostino dove era in programma un consiglio provinciale importante per l’approvazione del Ptcp. I sindacati hanno chiesto di far partecipare una delegazione di lavoratori per esporre i loro problemi chiedendo soluzioni. “Siamo convinti che il Cstp possa e debba essere salvato – così Amedeo D’Alessio, della Cgil trasporti di Salerno – non ci sono in ballo solo i posti di lavoro ma un intero sistema di trasporti pubblici sul territorio. Vogliamo, però, un taglio netto con il passato. No alla nomina di un commissario liquidatore (prevista per il 12 aprile n.d.r.) che rappresenti una continuità con gli attuali vertici. Vogliamo un tecnico e siamo disponibili anche ad accettare possibili decisioni drastiche per ridurre i costi. Fuori la politica dal Cstp”. Entro due settimane, se non dovessero registrarsi novità il Cstp dovrebbe essere commissariato per assicurare l’esercizio provvisorio in vista della liquidazione. Ieri, però, al termine dell’assemblea degli azionisti, il presidente Santocchio si era detto, comunque, parzialemente fiducioso su una possibile soluzione positiva della vicenda. La messa in liquidazione, infatti, potrebbe essere anche revocata. Per farlo, però, servirebbe che gli enti proprietari rivedano le loro decisioni e ricapitalizzino il consorzio per far fronte alle perdite ed all’erosione del capitale sociale. Il Presidente della Provincia di Salerno, Cirielli, intanto, ha lanciato un appello al Comune per risolvere la questione: “La Provincia e il Comune di Salerno devono lavorare insieme per salvare da un lato il servizio del trasporto pubblico e dall’altro il personale”. Il presidente dell’ente di palazzo Sant’Agostino, in sostanza, ha chiesto di mettere da parte le beghe politiche e lavorare insieme per evitare la liquidazione. “Abbiamo preso atto che il socio principale, il Comune di Salerno, ha difficoltà finanziarie come tutti gli enti pubblici, compreso la Provincia – ha puntualizzato Cirielli – Non ci sono soldi nuovi da gettare in una fornace che li consuma. Abbiamo fatto tante critiche sulla gestione di D’Acunto e del Pd, ma credo che il tempo delle polemiche deve essere accantonato”. Per il consigliere regionale del PD, Gianfranco Valiante, invece, quanto starebbe accadendo con Cstp sarebbe soltanto “la punta dell’iceberg di una gestione dissennata, di una inesistente programmazione con evidentissime responsabilità della Regione Campania sempre più matrigna verso la provincia di Salerno”. “L’assessore Vetrella, plurisfiduciato dalle opposizioni ma sempre graziato dalla maggioranza in Consiglio regionale, è il primo responsabile di una situazione che rischia addirittura di cancellare un’azienda – il CSTP – con oltre cento anni di storia – ha detto Valiante – La politica dei tagli messi in piedi non ha dato risultati se non nella perdita di posti di lavoro e inefficienza dei servizi. Quanto sta accadendo nel settore dei trasporti è assolutamente inaccettabile: la paventata messa in liquidazione del Cstp è solo l’ennesimo smacco per un territorio, quello salernitano, assolutamente ai margini della politica regionale. Il presidente Caldoro e l’assessore Vetrella non hanno mai voluto affrontare il problema del rimborso del chilometraggio e della diversa tariffazione, più alta a Napoli di circa un euro a chilometro. Una disparità che penalizza il territorio salernitano, ben più vasto, privo di servizi su ferro e con una utenza numerosa”.

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