Mentre gli industriali stanno confrontandosi direttamente con i candidati delle varie coalizioni, con una serie di incontri promossi da Confindustria Salerno, anche i costruttori salernitani “scendono in campo” nell’imminenza delle elezioni politiche. L’Ance ha, infatti, proposto un “Patto di Legislatura” con i futuri parlamentari salernitani
chiedendo ai candidati la sottoscrizione di un documento. (150213 Alessia Bielli)

ANCE Salerno ha chiesto impegni certi a tutti i candidati salernitani affinché dal prossimo Parlamento vengano adottate misure concrete, idonee ed efficaci ad arginare la crisi e rilanciare il comparto delle costruzioni. Un documento, articolato in quattro punti, è stato trasmesso ai candidati con la richiesta di sottoscrizione nero su bianco di un vero e proprio “Patto di Legislatura”.
«Il settore delle costruzioni – commenta il presidente di ANCE Salerno, Antonio Lombardi – sta vivendo la crisi più grave dal dopoguerra ad oggi. In cinque anni gli investimenti in costruzioni, al netto degli interventi di ristrutturazione, sono diminuiti del 38%; l’attività produttiva è tornata ai livelli di 40 anni fa; dall’inizio della crisi le costruzioni hanno perso 360mila posti di lavoro che raggiungono i 550.000 considerando anche i settori collegati». Di qui la richiesta di impegno per un settore che «acquista beni e servizi dall’80% dei settori economici. Ogni miliardo investito nelle costruzioni genera una ricaduta di 3,374 miliardi di euro sull’intero sistema economico e crea 17mila nuovi posti di lavoro».

Questi gli impegni sui quali ANCE Salerno ha chiesto la sottoscrizione, nero su bianco, di un “Patto di legislatura”:

1. PAGARE I LAVORI ESEGUITI
Definire un piano effettivo di pagamento di tutti i debiti pregressi delle pubbliche amministrazioni nei confronti delle imprese per i lavori da queste eseguiti, per porre fine a una finzione contabile che fa saltare le imprese.

2. GARANTIRE L’ACCESSO ALLA CASA
a) Promuovere strumenti finanziari in grado di riattivare il circuito del credito, per finanziarie i mutui delle famiglie sia per l’acquisto di abitazioni ad elevata efficienza energetica che per la ristrutturazione energetica della propria casa.
b) Predisporre un piano pluriennale di edilizia sociale sostenibile.
c) Rivedere la disciplina dell’IMU eliminando l’imposta sugli immobili costruiti dalle imprese edili e invenduti, e favorendo gli affitti.

3. INVESTIRE SU SICUREZZA DEL TERRITORIO, SCUOLE E INFRASTRUTTURE
a) Predisporre un programma prioritario di investimenti per la messa in sicurezza del territorio dai frequenti dissesti idrogeologici, per la riqualificazione e l’ammodernamento del patrimonio scolastico e per un programma di piccole e medie opere funzionali alla riqualificazione delle città, anche con il contributo dei privati. Rivedere le regole del Patto di stabilità interno, introducendo una golden rule che salvaguardi la componente di investimento nei bilanci degli enti locali e delle regioni.
b) Dare immediata attuazione ai programmi infrastrutturali già finanziati, come il Piano delle opere prioritarie approvato dal Cipe (circa 30 miliardi di euro di investimenti), e ai programmi di infrastrutture strategiche di collegamento europeo.

4. UN PIANO PER RIQUALIFICARE LE CITTÀ
a) Promuovere un intervento organico per riqualificare le città, attraverso un riordino della normativa e degli incentivi fiscali, potenziando quelli finalizzati al recupero, alla sostituzione del patrimonio edilizio, all’efficienza energetica, alla sicurezza e al risanamento ambientale.
b) Istituire un “Ministro per la città”, in grado di facilitare le politiche urbane, attraverso una visione unitaria, che superi la frammentazione delle decisioni.

«L’auspicio – conclude il presidente di ANCE Salerno, Antonio Lombardi – è che i candidati salernitani colgano l’estrema gravità del momento e si impegnino seriamente e concretamente ad orientare il loro impegno politico verso i problemi del comparto. Segnaliamo da ormai diversi anni un dramma che purtroppo non è più solo economico, ma sociale perché investe migliaia di famiglie e rischia di spazzare via uno dei pochi settori che, con l’export, può fungere da traino per l’economia locale. Mi auguro quindi che questa nostra iniziativa incontri il sostegno dei futuri parlamentari e segni una inversione di tendenza nelle politiche economiche. Basta chiacchiere e promesse: che la politica cominci davvero ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte. Nero su bianco». (150213 com)