Ha riguardato anche il salernitano il blitz dei carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere che ha portato all’esecuzione di 40 ordinanze di custodia cautelare, delle quali 40 in carcere ed una agli arresti domiciliari. L’indagine della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura di Napoli ha colpito il Clan Amato. Le persone colpite dalle ordinanze di custodia cautelare sono gravemente indiziate di partecipare ad una organizzazione per delinquere di stampo mafioso.
L’operazione ha riguardato le province di Caserta, Crotone, Avellino, Lecce, Benevento ed appunto Salerno.
Al fine di sollecitare e ribadire l’egemonia sul territorio, gli aderenti al clan Amato avrebbero commesso, nel corso degli anni, numerosi e gravissimi reati, tra i quali estorsioni, danneggiamenti, incendi dolosi, usura, falsità ideologica e materiale, favoreggiamento personale, illecita concorrenza oltre che truffa ai monopoli di stato, ricettazione e detenzione e porto illecito di armi ed esplosivi.
L’indagine è scattata nel marzo 2010 ed ha permesso di accertare che, anche dopo l’arrsto del capo clan, Salvatore Amato, gli affiliati hanno continuato a delinquere.
L’attività investigativa ha permesso di far luce su numerose vicende criminali riconducibili al gruppo che aveva la supremazia sul territorio di Santa Maria Capua Vetere e nei comuni limitrofi. Le forze dell’ordine hanno anche identificato gli autori di due tentati omicidi avvenuti nel casertano nel 2004 e numerosi fiancheggiatori del clan che, con l’ausilio di un avvocato avevano prodotto false dichiarazioni da usare come alibi.
(250313)