Il ciclone politico questa volta arriva a Battipaglia con ben sette dei 14 nomi dei candidati alle prossime amministrative che la Commissione Parlamentare Antimafia definisce “impresentabili”, ma la città non pare per nulla sorpresa che la metà dei nomi della “lista nera” dell’Antimafia è nelle sue liste elettorali. Non è sorpresa perchè questa città di 50.000 abitanti, a una trentina di chilometri da Salerno, non è per niente nuova a bufere e scandali. L’ultimo, in ordine di tempo, ha travolto l’ex sindaco, Giovanni Santomauro, coinvolto in un intreccio tra politica e appalti, oltre che concussione sessuale. Lo stesso consiglio comunale è stato sciolto nei mesi scorsi per infiltrazioni mafiose e al voto la città arriva con la gestione del comune affidata a una commissione straordinaria. E, purtroppo, non è una novità: già altre volte, in passato, il comune era stato commissariato per motivi amministrativi e anche nelle altre due precedenti consiliature si era arrivati a elezioni anticipate, in quelle occasioni per la sfiducia dei sindaci. Insomma, sono oltre quindici anni che a Battipaglia non c’è tranquillità politica e non si assiste a un mandato completo, senza intoppi. E’ così dal pomeriggio, nelle vie e nei bar della città, non si parla che dei sette “impresentabili”, candidati tutti in liste civiche (Carmine Fasano di “Azione Civica – Tozzi sindaco””; Lucio Carrara di “Battipaglia con cuore”; Francesco Procida di “Speranza per Battipaglia-Motta sindaco”; Bartolomeo D’Apuzzo di “Battipaglia a testa alta”; Demetrio Landi di “Moderati per Battipaglia”; Giuseppe Del Percio di “Battipaglia, la città che verrà”; Daniela Minniti di “Battipaglia popolare”). “Impresentabili”, forse, ma “non eccellenti”, sicuramente. Nessuno di loro è conosciuto per avere una qualche carriera politica alle spalle, anzi, in città sono in tanti a sottolineare che si tratta di gente qualunque, dal macellaio al carrozziere “della strada accanto”. Dove c’è gran fermento è nelle segreterie politiche. A parlare sono i candidati sindaci. Ugo Tozzi racconta che “Carmine Fasano è un uomo di 44 anni, sposato con figli, che ha commesso un reato di gioventù venti anni fa”. Gerardo Motta, invece, conosce bene solo uno dei suoi tre candidati, l’imprenditore Carrara. “Ha avuto un problema otto anni fa – dice – su cose riconducibili al suo lavoro. Ma su 120 candidati non si può conoscere la storia personale di tutti. E poi avevano consegnato l’autocertificazione con la quale attestavano, sotto la propria responsabilità, di non avere carichi pendenti”. Il candidato Vincenzo Inverso, invece, a tutti i suoi candidati ha anche chiesto il certificato dei carichi pendenti e il certificato generale del Casellario Giudiziario e – dice – Daniela Minniti “risulta pulita”. Sconcerto anche da parte di Enrico Lanaro. “Non mi aspettavo di ricevere la notizia che anche uno dei miei fosse nell’elenco degli impresentabili. A noi Demetrio Landi ha presentato un certificato dei carichi pendenti, pulito”. Pietro Ciotti, infine, ribadisce che “Geppino è persona onorabilissima e rispettabilissima. Era ed è candidabile e lo abbiamo candidato”. In serata, poi, arriva la richiesta di Scelta Civica, che sostiene il candidato sindaco, Lanaro, affinchè Demetrio Landi ritiri la propria candidatura.(010616)