Salerno e Napoli:​ Carabinieri sgominano un gruppo criminale dedito allo spaccio di stupefacenti e quattro reti di pusher

Un’associazione per delinquere finalizzata al traffico ed allo spaccio di stupefacenti è stata scoperta e sgominata dai Carabinieri di Salerno nella Piana del Sele e dei Picentini. La banda si riforniva di cocaina tra Scampia e Boscoreale. Scoperte anche quattro reti autonome di pusher locali tra San Cipriano, Montecorvino Pugliano e Giffoni Valle Piana. (020316 Giancarlo Frasca)

34 provvedimenti di misura cautelare, 13 in carcere, 15 agli arresti domiciliari e 5 obblighi di dimora nei confronti di altrettanti indagati per spaccio di droga tra i Picentini e la Piana del Sele. Questo il bilancio dell’operazione Thunderbolt 1 scattata all’alba e che ha visto coinvolti gli uomini del Nucleo Investigativo del Comando provinciale di Salerno, supportati da due unità del Nucleo Cinofili di Sarno e da un equipaggio del settimo elinucleo di Pontecagnano, con l’ausilio dei reparti territoriali. Un’operazione coordinata dalla Procura di Salerno che ha consentito di scoprire e sgominare una associazione per delinquere finalizzata allo spaccio di sostanze stupefacenti, reato contestato a sei indagati. per gli altri, invece, il reato è quello dello spaccio di stupefacenti, nello specifico cocaina, hashish e mariujana. Lo stupefacente proveniva dal napoletano. Quattro degli arresti, infatti, sono stati effettuati a Boscoreale ed al lotto H delle vele di Scampia. Le indagini hanno avuto inizio dall’omicidio di Vincenzo Persico, avvenuto a gennaio del 2014. L’attività investigativa ha consentito di inquadrare il fatto di sangue nell’ambito di contrasti nello spaccio di stupefacenti nel territorio controllato dall’organizzazione scoperta con l’operazione Thunderbolt 1. Dopo i primi quattro arresti per l’omicidio, quindi, si è giunti a questi 34 provvedimenti cautelari oltre che ad altri dieci indagati con perquisizioni domiciliari. Uno dei quattro arrestati per l’omicidio Persico, cioé Domenico Lamberti, detto Mimmo a Mafia, sarebbe stato un elemento di riferimento per una fitta rete di pusher locali nei comuni di San Cipriano Picentino, Montecorvino Pugliano, Giffoni Valle Piana e località limitrofe. Persico in sostanza si sarebbe intromesso negli affari illeciti e nella gestione dello spaccio in questi comuni. Le indagini hanno consentito di individuare i componenti di un nuovo gruppo criminale operante a Battipaglia, delineando i ruoli ricoperti e le modalità di smercio, ad esempio con linguaggio in codice che faceva riferimento a mangimi per animali. Altro particolare emerso quello della presenza di donne nelle figure apicali delle organizzazioni criminali scoperte.

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