Salernitana: esordio con tre goal subiti come nel ‘98

Ha lasciato l’amaro in bocca a tutto l’ambiente salernitano la sconfitta maturata al Dall’Ara, anche se la prestazione lascia ben sperare. Da salvare sicuramente l’ardore, la caparbietà e la professionalità degli uomini di Castori, con la speranza che con Simy dall’inizio e la maggiore compattezza che il gruppo acquisirà si possa ambire alla tanto sognata salvezza.

Due reti fuori casa non bastano: “benvenuta” in Serie A

I punti non sono tutto. Si potrebbe esordire così premiando a parole la grande prestazione dei granata a Bologna. Una partita in cui prima Bonazzoli su rigore, e poi soprattutto la spettacolare rete di Mamadou Coulibaly, avevano fatto impennare le scommesse live che si possono trovare su bet online Italia, mettendo per due volte la Salernitana davanti al Bologna. Ma la Serie A è un’altra cosa come spesso si sente commentare da tecnici e addetti ai lavori in TV, e dunque neanche due reti fuori casa bastano per una neo promossa per raggiungere punti nel massimo campionato.

In particolare se di fronte si hanno calciatori come Arnautovich, autore di un goal poi annullato dal VAR contro l’Italia agli europei appena terminati, e un uomo di esperienza come De Silvestri, che ha comunque elogiato la prestazione degli avversari nel post partita su DAZN, affermando “onore alla Salernitana”. Sì, proprio De Silvestri ha deciso la partita con due intuizioni di testa, che hanno intervallato il goal del momentaneo pareggio di Arnautovich che beffava Jaroszynski e Belec con stop e tiro in una frazione di secondo. 

 

Le cose da “salvare” non sono poche

Guardando il “quadro in generale”, prendendo in prestito la traduzione del modo di dire “see the big picture”, la sconfitta del Dall’Ara può “far bene”. Guardando in prospettiva dunque, in primis serve ai calciatori e a tutto l’ambiente granata a capire su che livelli ci stiamo confrontando, e soprattutto a calarsi nella parte subito. Lo sforzo prodotto dalla squadra di Castori per mantenere un risultato che fino al 74 esimo era di 2-2 era stato enorme, non facilitato dall’espulsione avvenuta in un minuto fra il 34 esimo e il 35 esimo di Strandberg, centrale difensivo fra i migliori in campo fino a quel momento. La differenza con la massima serie si è vista anche nei cambi su cui i due allenatori hanno potuto contare in un momento delicato della gara: dentro Sansone e Vignato, oltre a Svanberg, Skov Olsen e il figlio d’arte Van Hooijdonk per i rosso blu. 

Ma la prestazione dei granata non è in discussione. L’organizzazione di gioco, la prontezza nelle ripartenze, e la lucidità in tante fasi della partita sono basi fondamentali su cui improntare un grande campionato. Inoltre si cerca ancora l’affiatamento fra alcuni uomini e di conseguenza fra alcuni reparti, per una squadra che è stata costruita fin qui bene, ma in pochi giorni. Il tempo è ora dalla parte di mister Castori, e gli innesti di calciatori di qualità come Simy fanno sicuramente ben sperare in un campionato a testa alta della Salernitana. A Bologna i calciatori sono usciti fra gli applausi per uno spirito che in molti ormai denominano “castorismo”, elemento che non basta per la permanenza in A, ma che potrebbe però fare la differenza nei momenti più difficili della stagione. 

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