Sono stati i cittadini a segnalare alle Forze dell’Ordine quello che accadeva all’interno di un condominio di via Martiri di Belfiore nel quartiere Sant’Eustachio, nella orientale di Salerno. Dove madre e figlio, arrestati ieri dalla Polizia di Stato, con gli operatori della Squadra Mobile, coadiuvati da equipaggi della Squadra Volanti e da un’unità Cinofila della Questura di Napoli, avevano allestito un vero e proprio market al dettaglio della droga. Non passava inosservato ai residenti della zona il continui via vai, il consistente flusso di acquirenti, di qui le segnalazioni fatte arrivare alla Polizia di Stato attraverso l’app Youpol. Dalle segnalazioni all’inizio dei servizi di osservazione da parte degli agenti che, non solo hanno riscontrato quanto i cittadini avevano denunciato, ma hanno poi constato che all’esterno dell’appartamento, domicilio della donna, che si trovava al piano rialzato del condominio, erano anche state installate telecamere di videosorveglianza che dovevano chiaramente servire per controllare i luoghi in cui lo spaccio avveniva e quindi anche per difendersi da eventuali azioni delle forze dell’ordine. Ieri pomeriggio l’operazione antidroga non è passata inosservata, con le volanti che hanno percorso la zona orientale fino a raggiungere la Caserma Pisacane dove sono stati condotti i due arrestati, come detto madre e figlio di 41 e 25 anni accusati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, nell’ambito di un’attività propria rivoltato al contrato allo spaccio in quel quartiere della città. Perquisita l’abitazione e anche uno scantinato che era stato allestito come laboratorio di trasformazione della cocaina in crack, sono state trovate e quindi sequestrate ingenti dosi di stupefacenti: 300 involucri di crack e cocaina, quasi 7 gr di cocaina, oltre 2 gr di marijuana materiale per la trasformazione e il confezionamento dello stupefacenti, appunti che si riferivano all’attività di spaccio, ma anche 5 munizioni calibro 380 e quasi 5000 euro in contanti. Entrambi sono stati condotti in carcere a Fuorni.






