La chiusura delle Fonderie Pisano si ripercuote sui lavoratori, circa cento attualmente in cassa integrazione con uno stipendio mensile che, solo per alcuni, raggiunge i mille euro. Difficile portare avanti le famiglie con queste poche risorse, gli ammortizzatori sociali scadranno a settembre e solo riaprendo lo stabilimento di Fratte, anche parzialmente, si potrebbe beneficiare di un salario maggiore e dare continuità all’attività produttiva delle Fonderie Pisano. Il progetto di decarbonizzazione del processo produttivo, cioè l’utilizzo di tre forni elettrici in luogo di quelli alimentati a carbone, permettere di riprendere la lavorazione in totale sicurezza e nel rispetto dell’ambiente. Dalla Conferenza dei Servizi, convocata per il prossimo 26 agosto negli uffici di Salerno della Regione Campania, dipenderà il futuro delle Fonderie Pisano. “Fateci lavorare”, l’appello delle maestranze che si sono riunite in assemblea nello stabilimento di Fratte aprendo alla cittadinanza ed alla stampa i capannoni per mostrare la funzionalità dei forni elettrici, uno già presente nei locali, altri due che potrebbero essere montati in tempi rapidi per riprendere seppur parzialmente il processo produttivo. Tutto questo in attesa della localizzazione dello stabilimento che passa per la realizzazione di un impianto green ex novo, in provincia di Salerno o nell’avellinese. Dopo l’odierna assemblea per il prossimo 26 agosto i lavoratori saranno in presidio dinanzi agli uffici di Salerno della Regione Campania, in Via Clark.





