Cascetta ed i trasporti, grave passo indietro in Campania

Il settore dei trasporti pubblici locali ha visto un pericolo passo indietro in Campania, rispetto agli anni scorsi. A denunciarlo, nel corso dello Speciale TG di telecolore, dedicato proprio a questa emergenza, l’ex assessore della giunta Bassolino, Ennio Cascetta, docente di sistemi di trasporto all’Università di Napoli, Federico II.
“Nel settore dei trasporti in Campania ci sono stati tagli eccessivi – spiega Cascetta – molto di più che nel resto del paese. Inoltre le risorse destinate al trasporto pubblico locale sono state utilizzate per altre finalità. Si poteva, semmai, ridurre qualche altro capitolo di spesa, come la sanità. La crisi è stata gestita in modo poco ragionato. Le difficoltà ci sono in tutta Italia ma in Campania è stato gestito peggio. In nessuna regione d’Italia stanno fallendo tante aziende come nella nostra. Il secondo aspetto da tenere in considerazione è il servizio offerto. Dall’Anm alla Circumvesuviana, le corse al giorno sono esattamente la metà rispetto al 2010.Una riduzione che non è stata gestita, si è pensato che tagliando le corse si riducevano i costi. Ma questo non è vero, perché i costi del personale sono simili mentre quelli per il gasolio sono andati alle stelle. Serviva un nuovo patto per ridurre i disavanzi che non c’è stato”. Ma Cascetta è andato anche oltre, puntando l’attenzione sulla crescente disaffezione dei cittadini campani. “Non ci sono più certezze per i cittadini nei collegamenti – aggiunge Cascetta – Senza di questo i cittadini si disabituano. Viene meno il patto di fiducia tra campani e trasporto pubblico locale che rischia di essere utilizzato sempre meno”.
Ma del sistema Cascetta, messo in piede negli anni scorsi, nel periodo del suo assessorato, dal 2000 al 2010, cosa resta?
“La tariffa unica integrata, il così detto Unico Campania – dice Cascetta – resta in piedi ma c’è un tentativo quotidiano di farlo fuori. Noi all’epoca avevamo previsto che la tariffa integrata fosse uno degli strumenti di promozione della mobilità ma andava sostenuta. C’erano diversi milioni di euro a bilancio. E’ un bene e come tale va “comprato” dal pubblico. Se ci sono meno risorse non potrò più andare in un ristorante a 5 stelle ma in una pizzeria. Si può ridurre il contributo ma aumentando la tariffa. Bloccare il biglietto integrato sarebbe un grande passo indietro. Quasi tutte le regioni vogliono farlo ma nessuna l’ha fatta. E’ un esempio, quello della Campania, quindi, una buona pratica promossa anche dall’Unione Europea. Non è una invenzione nostra ma un suggerimento europeo. Sarebbe per i cittadini un grave passo indietro. Voglio fare un esempio. Se ci sono linee su gomma che si sovrappongono con quelle ferroviarie, una volta era un lusso che ci si poteva consentire ora non più. Vanno integrate ma non senza l’Unico Campania. Ci sarebbe in fastidio in più per gli utenti che non può essere sommato anche al doppio biglietto. Senza biglietto integrato, quindi, non si può nemmeno ottimizzare questo sistema gomma-ferro”.
E poi i trasporti via mare e quelli ferroviari.
“Il metrò del mare è stato abbandonato, i collegamenti ferroviari sono peggiorati tantissimo. Trenitalia ha un contenzioso perché non si è trovato un nuovo accordo con la Regione Campania. Alcune infrastrutture, poi, sopravvivono, come l’alta velocità o la metropolitana di Napoli, e funzionano, sperando che lo facciano meglio in futuro”. E poi la metropolitana leggera di Salerno, progetto sul quale Cascetta aveva scommesso assieme all’amministrazione De Luca. “A Salerno c’è una metropolitana che non entra in funziona perché non si è ritenuto di trovare le risorse per farlo – aggiunge il docente universitario – Anche strutture già fatte, quindi, come anche a Napoli, finite e non messe in esercizio perché non c’è più quella idea di un trasporto pubblico che doveva essere caratterizzante per la politica in Campania. Non è più così per una scelta politica che si porta indietro tantissimi problemi. Non si può nemmeno dire che siamo nelle condizioni che avevamo lasciato noi. Purtroppo non è così, ogni mese che passa aggrava la situazione, si rovinano gli impianti. Purtroppo in questi settori non si può star fermo. altrimenti si va indietro”.

ottobre: 2019
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