Antonio Amato, attimi di tensione in via Papio a Salerno

Momenti di tensione, questa mattina, in via Papio a Salerno, dove alle 10 hanno preso il via una serie di incontri tra un gruppo di lavoratori del pastificio Antonio Amato ed i rappresentanti della Di Martino, l’azienda che si è aggiudicato lo stabilimento ed il marchio per un anno, con la formula del fitto. 27 i lavoratori preselezionati per incontrare, tre alla volta, Giovanna, la sorella del titolare del pastificio di Gragnano, Giuseppe. Una notizia che aveva diffuso il timore, già da ieri, negli altri ex dipendenti del pastificio salernitano, di rimanere esclusi dalla ripresa produttiva, prevista nelle prossime settimane. Da qui la decisione di presidiare, questa mattina, l’ingresso dell’edificio di Via Papio, a Salerno, dove ha sede lo studio del curatore dell’Antonio Amato, l’avvocato Luigi Amendola. Soltanto nel corso della mattinata la situazione si è parzialmente chiarita. Tra i 27 lavoratori dovrebbero essere selezionati esclusivamente quanti si occuperanno della pulizia e dei primi interventi di manutenzione, in attesa di far ripartire effettivamente le linee per la produzione della pasta, rientrando in azienda, quindi, soltanto temporaneamente. Dal 31 maggio e per 20 giorni saranno utilizzati una decina di lavoratori nella pulizia e per preparare il riavvio dei macchinari. Non è prevista un’assunzione ma, bensì, la sospensione della cassa integrazione ed il pagamento con i voucher.
Il gruppo di operai che, invece, dovrà essere reimpiegato nella prima fase prevista dal piano industriale, sarà oggetto di un confronto con i sindacati. Domani il primo incontro in vista della firma del contratto che ci sarà mercoledì a Salerno. (280512)

agosto: 2019
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