Un presidio per dire no agli attracchi di navi dirette verso Israele al Porto di Salerno è stato indetto per la giornata di domani Dall’Unione Sindacale di Base alle 17.00, in concomitanza dell’arrivo a Salerno di alcune navi dirette al porto di Haifa. “Il coinvolgimento degli scali portuali commerciali di tutta Europa nel traffico di armi e merci verso Israele rappresenta un punto focale della complicità delle istituzioni nello sterminio del popolo palestinese – si legge in un comunicato dell’Unione Sindacale di Base – In questo contesto drammatico, anche il porto commerciale di Salerno è stato teatro del passaggio di armi destinate a sterminare decine di migliaia di innocenti”. “Una risposta popolare e di massa rispetto al genocidio perpetrato da Israele non è più rinviabile, tantomeno in uno snodo cruciale come Salerno – ha detto Paolo Bordino dell’Esecutivo Regionale USB – laddove transitano di continuo merci di ogni tipo verso Israele, talvolta dal carico sospetto”.
Il 14 settembre, poi, le lotte per la Palestina a Salerno continuano: presso la spiaggia di Santa Teresa avrà luogo una mobilitazione via mare e via terra a supporto della Sumud Flotilla. “La Global Sumud Flotilla (GSF) – spiegano gli organizzatori – è una iniziativa civile legale e pacifica, fondata sul diritto internazionale. A Salerno abbiamo costituito una rete di associazioni, collettivi, singole cittadine e cittadini, confluita nella Global Movement to Gaza – Salerno, per aderire a questa mobilitazione nazionale con la campagna “da ogni fiume a ogni mare” lanciata dalla GSF. L’acqua a Gaza è usata come arma di guerra (insieme al cibo), togliendone l’accesso ai civili, con gravissime conseguenze soprattutto per le categorie più fragili: bambini, anziani, donne, in particolare per le donne incinte. Sono state inquinate tutte le falde freatiche dall’esercito israeliano che ha anche vietato alle persone di entrare nel loro mare, ai pescatori di uscire con le loro barche. L’acqua, i fiumi, il mare sono centrali in qualsiasi contesto di oppressione dei popoli. A Gaza la situazione è particolarmente insostenibile e urge un immediato intervento”.





