Il giorno dopo la decisione dei giudici della sezione salernitana del TAR Campania sulla vicenda Fonderie Pisano, i lavoratori, come accade ormai da oltre 20 giorni, si sono ritrovati nuovamente in presidio allo stabilimento industriale di via dei Greci a Fratte. Lavoratori che ieri, in attesa dinanzi alla sede del TAR di Salerno si erano detti fiduciosi, poi, però, è arrivata la doccia fredda: “una decisione completamente inaspettata” hanno riferito. Il ricorso presentato dalla proprietà contro i provvedimenti della regione Campania, che hanno quindi portato allo stop dell’attività produttiva, è stato respinto, con le fonderie che sono dunque destinate a rimanere chiuse. “Sembra un paradosso – hanno ancora detto i lavoratori – ora che ci sono ordini e clienti, noi non possiamo produrre perché siamo fermi.” La proprietà, prima della decisione dei giudici, si era detta anche pronta a non far ricorso agli ammortizzatori sociali in caso di esito negativo, ora, all’indomani della decisione, lo scenario sembra mutato con l’intenzione di andare avanti. E’ quello che chiedono i circa 100 operai delle Pisano che hanno rivolto alla proprietà l’appello a non arrendersi, a non fermarsi ora. La decisione è arrivata sulla base dell’obbligo, come si legge nell’ordinanza, nel bilanciamento dei contrapposti interessi, di adottare le misure necessarie a proteggere la popolazione dagli effetti dannosi alla prolungata esposizione ad agenti inquinanti, sancito dalla sentenza della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo dello scorso 6 maggio. Proprio alla luce di ciò, la proprietà sta ora valutando con i propri legali che strada prendere. Intanto, restano in attesa i lavoratori per i quali diventa ancora più determinante, ora, l’incontro in programma il prossimo 20 aprile al Ministero delle Imprese e del Made in Italy.


