Usura ed estorsione. Tre arresti nel salernitano. In manette direttore di Banca

Scoperta dai Carabinieri un’organizzazione dedita all’usura tra le province di Salerno ed Avellino. Tre persone sono finite in carcere in conseguenza di un fermo di indiziato di delitto disposto dalla Dda di Salerno, Tra queste anche un direttore di banca. (040413 Franco Esposito)

Usura, estorsione e riciclaggio per un giro d’affari stimato in due milioni di euro: sono questi i reati contestati dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Salerno, diretta da Franco Roberti, a tre persone ritenute appartenenti ad un sodalizio criminale operante nelle province di Salerno ed Avellino che, approfittando delle disperate condizioni economiche di diversi imprenditori, in particolare nel settore conciario, concedeva prestiti applicando tassi di interesse elevatissimi, in alcuni casi anche superiori al 4000 % annuo. Nei confronti di altri indagati sono state disposte perquisizioni personali e domiciliari con l’obiettivo di documentare ulteriormente il dilagante fenomeno dell’usura nel settore conciario nel territorio solofrano. All’alba di oggi i carabinieri della compagnia di Mercato San Severino, collaborati da personale della compagnia di Baiano e da unità del nucleo cinofili di Pontecagnano, hanno eseguito un decreto di fermo di indiziato di delitto nei confronti del 46enne Rocco Ravallese, commerciante di Montoro Superiore, del pregiudicato 46enne Antonio de Maio, anche lui di Montoro Superiore, e del 46enne Matteo Romano, di Fisciano, direttore di banca presso la BCC di Fisciano. Nei confronti di altre tre persone, un 60enne di Montoro Superiore, e due cassieri di banca, un 52enne ed un 54enne di Fisciano, sono state effettuatte soltanto perquisizioni domiciliari e personali. Durante le perquisizioni è stata sequestrata una copiosa documentazione, al vaglio del Nucleo Ispettivo della banca d’Italia, che ha condotto indagini di natura patrimoniale e contabile. Secondo le indagini, avviate dai carabinieri della compagnia di mercato San Severino nel giugno del 2010, l’associazione, capeggiata dal Ravallese, era finalizzata alla commissione dei reati di usura, riciclaggio ed estorsione nei confronti di imprenditori, commercianti e consulenti finanziari delle province di Salerno ed Avellino. L’organizzazione si avvaleva di conti correnti accesi, in violazione delle norme bancarie, presso la filiale della BCC di Fisciano di Mercato San Severino ed intestati alle ditte delle vittime, grazie alla complicità dell’allora direttore e di due cassieri che consentivano di compiere operazioni monetizzando illecitamente i proventi illegali. In particolare Ravallese, noto nel settore conciario per la sua capacità – secondo la DDA – di facilitare aziende o commercianti in difficoltà economica, ritenuti non più affidabili dal sistema bancario, guadagnava la fiducia delle vittime anticipandogli metà degli importi di assegni post datati, incassando in cambio fino alla restante metà. Poi chiedeva loro di avviare nuovi rapporti di conto corrente presentandoli all’allora direttore della filiale, conti correnti che di fatto venivano gestiti dello stesso ravallese senza che gli intestatari ne conoscessero più le sorti. I fermati in alcuni casi avrebbero inoltre ottenuto profitti paventando amicizie in ambienti vicini alla criminalità organizzata. I fermati sono stati associati alle carceri di Salerno ed Avellino.

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