TG 110412 Salerno, “Antonio Amato è un orso che dorme”

Il Piano industriale vero e proprio ancora non c’è ma si iniziano a delineare i programmi di rilancio per il pastificio Antonio Amato degli imprenditori Antonio e Giuseppe Passarelli che hanno rilevato stabilimento e marchio per un anno con la formula del fitto. Ieri pomeriggio un lungo confronto tra i nuovi vertici aziendali, i rappresentanti dei lavoratori ed il curatore del fallimento amato, l’avvocato Luigi Amendola, per iniziare a parlare della ripresa produttiva. Delle quattro linee del pastificio ne ripartiranno in una prima fase due. I tempi necessari per far tornare la pasta sugli scaffali italiani e stranieri saranno dai 45 ai 60 giorni. Giuseppe Passarelli, il figlio di Antonio che ieri ha preso parte all’incontro, infatti, ha chiarito ai lavoratori di voler fare le cose con attenzione per evitare che, una volta partiti, si possa incorrere in qualche intoppo. Sarà rifatta la pavimentazione, quindi, e, subito dopo, si verificheranno i macchinari con particolare cura per motori e cuscinetti. Le due linee iniziali saranno soltanto il primo gradino di un percorso che porterà alla riapertura anche delle altre due e del Molino. Secondo quanto riferieto dai lavoratori, Passarelli avrebbe ribadito che la pasta Amato dovrà tornare sugli scaffali della grande distribuzione e delle piccole salumerie puntando sulla qualità al giusto prezzo, prestando particolare cura per il grano utilizzato. La pasta Amato, quindi, dovrà tornare ad essere sinonimo di qualità. Dopo questo incontro i lavoratori ed i Passarelli torneranno ad incontrarsi, stavolta nella sede salernitana di Confindustria per la presentazione del Piano industriale e per le trattative sindacali. Prima di allora, comunque, continueranno le attività all’interno dello stabilimento della zona industriale in vista della ripresa produttiva. Passarelli, in ogni caso, ha ribadito di voler acquistare lo stabilimento tra un anno, quando scadrà il primo periodo di fitto nonostante l’investimento richiesto sia cospicuo, “Il fitto, quindi, sarebbe soltanto un primo passo”, avrebbe detto ai lavoratori, aggiungendo che “Il marchio Antonio Amato è come un orso che sta dormendo, se si sveglia può far paura a tutti”. Intanto Curatela e Passarelli sarebbero al lavoro anche per riattivare il sito internet dell’azienda che, da qualche giorno, non è più raggiungibile su internet.

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