TG 010312 Lotito rinvia l’acquisto del cavalluccio, che resta nei piani, e chiede più unità

Basta con le critiche ingiustificate e non costruttive, in questo momento serve unità. A dirlo il patron del Salerno Calcio, Claudio Lotito, protagonista di una lunga conferenza stampa congiunta con il presidente Marco Mezzaroma sull’attuale momento vissuto dal club nel campionato di serie D e, soprattutto, dopo le ultime battute a vuoto. Lotito e Mezzaroma, nella sala grande dell’Hotel Mediterranea, hanno deplorato le troppe critiche che sarebbero state fatte dagli organi di stampa, chiedendo unità. Per colori e cavalluccio, poi, è stato ribadito che occorrerà attendere i tempi giusti. Il resoconto in diretta.

Claudio Lotito: “Abbiamo dato una organizzazione e delle regole abbinando risultati a sana gestione. Abbiamo rispettato gli impegni che avevamo preso con l’amministrazione comunale e con la città di Salerno. Abbiamo rimesso in piedi una serie di attività sportive. Stiamo lavorando con il sindaco, che si è dimostrato corretto e leale per il rifacimento del Volpe. Abbiamo lo stesso dna. Siamo abituati a mantenere gli impegni nel momento in cui siamo consapevoli di poterlo fare. Con molto rammarico, nonostante l’organizzazione professionistica, trovo spesso un atteggiamento da parte di alcuni organi di informazione soltanto di critica che per me deve essere costruttiva. Così non è. ora siamo di fronte a dieci spareggi per uscire da questo inferno dantesco. Se vogliamo dare dignità a questa realtà dobbiamo contribuire tutti. Non solo società e tifosi ma anche la stampa. Il comportamento della tifoseria deve essere al livello della città di Salerno, Una città che viene definita civile ed all’avanguardia. Deve esserlo anche nel calcio. A volte non è accaduto. Le passioni ed i sentimenti possono essere esternati ma nel rispetto delle regole. Noi abbiamo registrato che oggi l’affluenza allo stadio è diminutia in un momento nel quale la squadra ha bisogno di essere sostenuta. Questo significa che qualcosa non è entrato nella testa della gente. Non si vince in modo scontato. Non si vince solo se si allestisce una squadra competitiva ma con il gruppo, con la forza della città che mi pare di capire in questo momento si è un po’ adagiata su una logica che la squadra è forte ed il campionato è vinto. Non si è vinto nulla. Occorre vincere tutte le partite ed uscire da questo inferno, da questo inferno dilettantistico che non ha valore per una realtà come Salern. Questo atteggiamento non sprona la squadra a fare meglio. Spesso si fa critica fine a sé stessa. Alcuni giornalisti contro l’allenatore o altri. Non è possibile. Questo significa mettere a rischio la promozione. Mancano dieci partite che devono essere dieci finali da combattere con determinazione con spirito di gruppo e tutta la città dietro. Se vogliamo che questi ragazzi la rappresentino. la vittoria della squadra è la vittoria della città. Si rivendica in questa città solo il colore e l’emblema della maglia. La storia è fondamentale, sono le nostre radici, nei secoli ma è altrettanto vero che questo si può realizzare solo nel rispetto delle regole ed ora le regole non lo consentono. E’ in atto una procedura in tribunale che non consente di fare acquisizioni che possano interferire nell’iter giudiziario in corso. Sulla base di questo perché Lotito e Mezzaroma si sono presentati oggi? Non facciamo gli investitori per guadagnare. Abbiamo voluto ricreare gli entusiasmi e le aspettative, la gioia di rivedere questa quadra. nel convincimento che tutti capisero gli sforzi che stiamo facendo per far tornare un calcio imporante non solo sul territorio cittadino ma a livello nazionale. Serve, però, il supporto di tutti. Mi dispiace che ancora oggi qualcuno pensi solo a fatti di carattere formale e non sostanziale. la storia non è rappresentata solo dall’emblema ma da quello che ognuno di voi ha dentro. Che poi si traduce nel simbolo o nel colore ma è solo il linguaggio con il quale si interpreta la passione. Quando uno non è presente allo stadio, però, significa che non ha passione o ha un modo di esternarlo recondito, segreto. Vogliamo, invece, che lo faccia in maniera palese, senza atteggiamenti che possa far pensare a posizioni diverse ma con aspettaive che possano far nascere grande club. Noi vogliamo fare di Salerno una città importante a livello calcistico. Non ci siamo sottratti da investimenti importanti. Oggi se voi non capite gli sforzi che sta facendo la società e la squadra significa che non avete capito il progetto. Noi dobbiamo ripartire dal presente che è una società che non c’era più. L’abbiamo dovuta ricostruire dal notaio. Abbiamo terminato lavori per uffici della Salerno Calcio, degni di una squadra professionistica. Non intendiamo, ne siamo intenzionati a vendere sogni ma solide realtà. Noi siamo per la politica dei fatti come De Luca che ha trasformato la città. Pariamo lo stesso linguaggio, del fare. Lasciateci lavorare, sostenete questa squadra che vi darà grandi soddisfazioni. Evitate atteggiamenti di critica ingiusiticata che inibiscono la crescita. Dovete sostenererla con la passione, l’informazione, con la tifoseria sana. Noi siamo abituati a far rispettare ed a rispettare le regole. Siamo contro le invasioni di campo. ognuno ha il proprio ruolo ma siamo anche abituati a difendere le proprie posizioni. Vogliamo che qusta squadra sia messa nelle condizioni di fare questo rush finale con il massimo della serenità. Il mssaggio che voglio mandare è abbiate fiducia. Nessuno vuole togliere la storia alla Salerno Calcio che vogliamo sia proiettato anche verso il fuuro. Questi colori quando nel momento giusto e consentiti saranno riacquisiti saranno indissolubili ed inalienabili. Ma dobbiamo farlo con i termini di legge. Ma vogliamo parlare di fatti che sono le dieci partite fondamentali che mancano, fondamentali per tornare nel calcio professionistico. Sarà un primo livello corroborato da una organizzazione ed una squadra altamente competitiva. Solo con l’unità, però, è possibile raggiungere le vittorie”.

Alle domande dei giornalisti che hanno chiesto qualche precisazione in più sul cavalluccio Lotito ha ribadito che alo stato attuale non è possibile acquistare logo e colori ma che resta nei piani del club. “Voi dimenticate che siamo in serie D e che a luglio non c’era nessuno. Voglio dire che la squadra non esisteva più e nemmeno la società. Noi abbiamo dovuto pagare un contributo straordinario superiore ad una squadra proffesionistica di primo livello perché è stata fatta una iscrizione in aggiunta sull’affidabilità del progetto”. “Non ho mai chiesto nulla. Solo perché ho preso un impegno assieme a mio cognato ho sposato questo progetto per ridare la gioia alla gente di Salerno che vive anche per il calcio. E’ un problema di responsabilità, di avere una intera città sulle spalle. Ci stiamo mettendo la faccia. Abbiamo preso impegni con l’amministrazione comunale”.”Capiamo che non possiamo fallire nell’interesse della città ma mettetici nelle condizioni di dare ed ottenere il massimo e non tornate sempre sullo stesso problema che non si risolve ora. Non serve chiedere di cacciare i soldi. Non è questo il problema. E’ fuori luogo. Non entro nelle azioni dei miei predecessori ma noi siamo abituati a fare le cose in regola e rispettando le leggi. per farlo dobbiamo attendere i tempi giudiziari. Ma secondo voi noi vogliamo snatirare la storia di Salerno? Saremmo dei pazzi. Abbiamo messo in campo ogni azione possibile ma stiamo aspettando in religioso silenzio, senza attaccare. Eppure potremmo dire, il 31 luglio dove eravate? Pensate sia facile allestire una squadra da zero in pochi giorni?”. Ed ancora “tutto quello che abbiamo promesso abbiamo mantenuto. Ad iniziare dall’organizzazione. Noi vorremmo, come rispettiamo la gente, vorremmo essere rispettati e vorremmo che fosse rispettata anche la squadra e l’allenatore”.

Poi è stata la volta di Marco Mezzaroma che è tornato sul marchio. “Sta diventando un tormentone. Ogni mattina ricevo la rassegna stampa alle 8. Non più tardi di eiri c’è stato uno scambio epistolare tra i due curatori delle due Salernitane. Questo significa che è una situazione ancora molto dinamica in cui ci sono soggetti terzi da noi che stanno portando avanti iniziative. In una condizione del genere in cui si stanno portando avanti azioni per chiarire la questione obiettivamente intavolare qualsiasi tipo di trattativa mi sembrerebbe quanto meno azzardato. ogni buon acquirente va a vedere le carte. Se vede che ci sono sentenze di tribunali, fallimenti, una situazione molto complicata non si siede neacnhe al tavolo. E’ l’abc di ogni trattativa economica. Capisco i tifosi, concordo con quanto dice Claudio, sarebbe autolesionista non riconoscere la storia ma sinceramente non ci sono ancora le condizioni. I tifosi hanno tutti i diritti per chiederlo ma noi non possiamo muoverci attualmente. Non c’è spazio ma non per mancanza di volontà. Non stiamo prendendo tempo”.

Incalzato dai giornalisti, poi, è tornato a parlare Lotito. “A Roma mi sono accollato centinaia di milioni di debiti della precedente stagione. A Salerno non ho potuto scegliere. Non c’era più nulla. La squadra stava in eccellenza. Abbiamo detto che Salerno non meritava questo tipo di calcio. Ci abbiamo messo la faccia e ci siamo impegnati personalmente. Abbiamo fatto un’organizzazione professionale. la vera scelta l’hanno presa quelli che hanno fatto fallire il calcio. Dopo noi ci siamo preoccupati perché il fallimento porta non solo un danno materiale ma anche la perdita di credibilità a livello nazionale. Tutto si può dire tranne che si tratti di un club che ha problemi. tant’é che ha attratto i migliori calciatori della serie D che stavano in cadetteria. Che hanno scelto Salerno anche per il progetto, per persone affidabili che avevano sostanza per andare avanti. Forse avreste preferito qualcuno che diceva vi porto il cavalluuccio e poi dopo un anno vi sareste ritrovati nella stssa condizioni. Ripeto che non è un problema economico. Noi siamo abituati a comprare non a vendere. La prima cosa che abbiamo fatto quando siamo venuti è andare a vedere un centro sportivo per programmare il futuro. Ma gli altri dove stavano in questi anni, cosa hanno fatto per la città. Quale è il centro sportivo? L’investimento sul Volpe non è cosa da poco. Il sindaco ha accettato questa sfida perché ha visto che la società contribuisce in modo consistente, su una struttura comunale. Voglio vedere quante persone sono disposte a sborsare cifre del genere nel 2011. Interesse nostro è finire prima possibile ma abbiamo dovuto spostare l’illuminazione che non consentiva di avere un campo regolamentare. Abbiamo dovuto spostare plinti e pali con il genio civile. Con i mezzi a disposizione della burocrazia. Devo dare atto dell’impegno del comune. Tutto con i nostri soldi senza chiedere nulla, nemmeno un azionariato popolare, Ora, però, si chiede una sola cosa, di sostenere la squadra”. “Nessuno ha detto che non vogliamo il cavalluccio. Ci siamo resi disponibili per verificare la possibilità di risolvere il problema. Il resto sono solo chiacchiere da bar”.

“Per essere una squadra di serie D è competitiva ma ogni partita è una storia a sé. Questa è una squadra allestita da persone competenti. Non siamo quelli che vanno al mercato, prendi tre paghi due. In alcune partite, comunque, visto che siamo qui anche per altri motivi, non per i colori, il segnale dato dalla squadra non è stato quello auspicato dalla società. Ma anche i tifosi devono fare la loro parte. Quando gettano bottigliette in campo creano danni, con multe e squalifiche. Non è continuando a gridare che si risolve il problema del cavalluccio. Sapete bene come Lotito risponde alla contestazione. Noi abbiamo messo in campo quanto era di nostra competenza. Ora tocca ai mezzi di informazione che non devono istigare la tifoseria”.

Sul non gioco della squadra e sugli ultimi scivoloni, inoltre, Lotito ha detto di preferire i risultati. “Io preferisco giocare male e restare in vetta. Il problema è quando giochiamo bene e perdiamo. Stiamo parlando di calcio dilettantistico. Voi ragionate così perché stavate nel calcio professionistico. Noi, però, dobbiamo vincere, a tutti i costi, per uscire da questo inferno. Andiamo in posti dove ci sono stadi incredibili. I nostri viaggiano con l’aereo di linea, dormono in albergo a quattro e cinque stelle. Gli altri partono con i voli low cost e semmai arrivano anche in ritardo”.

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