TG 010212 Amato, pubblicato il nuovo bando

Dopo l’annullamento del secondo bando per la cessione ed il fitto dello stabilimento antonio Amato di Salerno, cioé quello del 19 dicembre dello scorso anno che aveva visto prevalere il siciliano Giudice, la Curatela ha definito una nuova procedura. La scadenza prevista è quella del 5 marzo, cioé poco più di trenta giorni. Un tempo inferiore sarebbe stato impossibile rispettando le normatrive del diritto fallimentare. Il prezzo a base d’asta è stato leggermente ritoccato verso il basso con 32 milioni di euro richiesti per l’acquisto dello stabilimento e del marchio Antonio Amato. Il bando prevede anche il fitto per garantire la ripresa produttiva dell’azienda. 30.000 euro l’importo richiesto, la stessa cifra che era stata offerta lo scorso 19 dicembre da Giovanni Giudice che, tramite l’Mps, la Molini e Pastifici di Salerno aveva garantito la produzione fino al 17 novembre.
Ancora un mese di attesa, quindi, per i 119 lavoratori che domenica, a poche ore dalla prevista firma del conmtratto di fitto da parte dell’imprenditore siciliano avevano appreso della decisione di annullare il tutto a causa del ricorso della procura in Cassazione a causa del quale sarebbero venuti meno i presupposti di econonomicità e di sicurezza dell’investimento.

Dopo l’annullamento del secondo bando per la cessione ed il fitto dello stabilimento Antonio Amato di Salerno, cioé quello del 19 dicembre dello scorso anno che aveva visto prevalere il siciliano Giudice, la Curatela ha definito una nuova procedura. La scadenza prevista è quella del 5 marzo, cioé poco più di trenta giorni. Un tempo inferiore sarebbe stato impossibile rispettando le normatrive del diritto fallimentare. Il prezzo a base d’asta è stato leggermente ritoccato verso il basso con 32 milioni di euro richiesti per l’acquisto dello stabilimento e del marchio Antonio Amato. Il bando prevede anche il fitto per garantire la ripresa produttiva dell’azienda. 30.000 euro l’importo richiesto, la stessa cifra che era stata offerta lo scorso 19 dicembre da Giovanni Giudice che, tramite l’Mps, la Molini e Pastifici di Salerno aveva garantito la produzione fino al 17 novembre.

Ancora un mese di attesa, quindi, per i 119 lavoratori che domenica, a poche ore dalla prevista firma del contratto di fitto da parte dell’imprenditore siciliano avevano appreso della decisione di annullare il tutto a causa del ricorso della Procura in Cassazione a causa del quale sarebbero venuti meno i presupposti di econonomicità e di sicurezza dell’investimento.

Questa mattina, intanto, trasferta romana per il neo assessore alle politiche del lavoro della Provincia di Salerno per la vertenza Amato. Il Ministero per le attività produttive ha mostrato disponibilità ad aprire un tavolo per discutere delle istanze dei lavoratori, ha detto l’assessore Pina Esposito, compatibilmente con il lavoro portato avanti dal Curatore e dalla magistratura. L’incontro, definito interlocutorio, sarebbe servito anche per stabilire, quanto prima, le condizioni utili per l’attivazione degli ammortizzatori sociali.

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