Salerno, la Procura chiede di confermare la decadenza di De Luca. La Corte concede 40 giorni per depositare atti

Almeno altri 40 giorni per conoscere il destino del sindaco di Salerno, De Luca. Al termine dell’udienza per l’incompatibilità del primo cittadino, il Corte d’Appello, il presidente Perretti ha rinviato al 18 novembre una possibile decisione per dare il tempo di depositare conclusioni e repliche. (091014 Giancarlo Frasca)

Il G-Day per l’amministrazione comunale di Salermo si è aperto con un rinvio. Il Gup Sergio De Luca ha deciso di rinviare l’udienza preliminare per il Crescent prevista per questa mattina alle 9.30. Alla base dello slittamento la contemporanea assemblea dei penalisti indetta per oggi a partire dalle 10. Un rinvio che sarebbe stato chiesto comunque dai legali. L’udienza per il procedimento che vede coinvolte 23 persone, tra sindaco, amministratori, tecnii ed imprenditori, per presunte irregolarità sul Crescent e piazza della libertà, si terrà il prossimo 23 ottobre.
Rinviato anche l’appuntamento davanti al Tar per il blocco dei lavori del settore 1.
Ale 13, invece, nessun problema, per l’udienza in Corte d’Appello per l’incompatibiltà di Vincenzo De Luca, sindaco e sottosegretario del Governo Letta. in gioco la decadenza del primo cittadino, già scattata lo scorso 24 gennaio (presidente Carleo) e sospesa in virtù dell’appello presentto. Udienza inzialmente fissata per maggio e rinviata allo scorso 2 ottobre quando si era deciso di unire tutti i giudizi, cioè gli altri appelli presentati. Oltre a De Luca anche il vice sindaco Avossa, consiglieri comunali e cittadini. All’udienza anche i parlamentari del Movimento 5 Stelle, Silvia Giordano e Andrea Cioffi che, con Pisano hanno chiesto la decadenza del sindaco.
L’udienza si è aperta alle 13 e 20. Il Procuratore ha sottolineato come la disciplina sia complicata e normata da diverse leggi. “Siamo in presenza di un provvedimento del tribunale, poi impugnato, perfettamente motivato – ha detto il procuratore geerale Fioretti – Avendo giurato a maggio 2013 ha posto in essere un condizione di incompatibilità che ha portato alla decadenza di gennaio 2014. Una condizione prevista dalla legge. La Procura generale non ritiene sia possibile invocare la cessazione del contendere nonostante non sia stato confermato dal Governo Renzi e non sia diventato vice ministro. Chiedo quindi di confermare il provvedimento di decadenza per violazione articolo 13 della legge 148 con effetto retroattivo”. Una tesi, ovviamente respinta dagli avvocati del sindaco, Ricciardi, e degli altri appellanti.
I legali dei parlamentari 5Stelle, con l’avvocato Marchese, hanno sottolineato come la normativa sia chiara reiterando la richiesta di decadenza. L’udienza è terminata alle 13 e 38 ed i giudici si sono riservate le conclusioni. Dopo soli sette minuti il presidente Perretti ha dichiarato chiusa l’udienza concedendo 20 giorni per la presentazione delle conclusioni ed altri 20 per le repliche.
(091014)

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