Salernitana, Gregucci si ri…presenta in granata

“Ringrazio Marco Mezzaroma e Claudio Lotito che mi hanno dato la grande opportunità di tornare a Salerno. Siamo in un campionato che ha già una fisionomia ma quello che affronteremo noi sarà un mini torneo. Partita dopo partita si aprono scenari nuovi. Il nostro obiettivo è entrare nel gruppo play-off e giocarcela fino alla fine, gara dopo gara”. Con queste parole Angelo Gregucci si è presentato quest’oggi in conferenza stampa presso la Sala Pier Luigi Nervi del Seci Center.
“Cosa si può fare adesso? Quello che ho sempre creduto si debba fare nel calcio: lavorare tanto. Altri ingredienti per uscire fuori da difficoltà del genere non ne conosco.” – ha aggiunto il mister – “Dobbiamo riscoprire il concetto di squadra: cattiva, energica, che possa rendere orgoglioso il popolo che rappresenta. La sconfitta peggiore è stata l’immagine dei tifosi che hanno lasciato in anticipo lo Stadio di Pontedera”.
“Voglio che la Salernitana giochi un calcio bello, rappresentativo, orgoglioso, con quel valore aggiunto rappresentato dalla nostra gente. Penso sia importante il sistema di gioco ma credo sia ancora più fondamentale l’atteggiamento. Ho sempre prediletto un gioco esterno, che parta da fuori per arrivare dentro, prediligendo quindi le corsie esterne. Avendo però fatto solo quattro sedute di allenamento è ancora presto per dire di più sull’atteggiamento tattico di questa squadra”.
“Bisogna azzerare tutto, aprire un nuovo ciclo che non è composto di dodici partite ma di ogni singola domenica. Saranno dodici finali, partita per partita, la vita o la morte del nostro campionato. La Salernitana deve necessariamente fare molto meglio. Per fare ciò oltre i calciatori ci vogliono gli uomini”.
Sul mercato granata: “Ho dato al direttore delle priorità e sono stato accontentato. La condizione mentale è difficile da migliorare nel breve periodo. Le valutazioni cercheremo di farle nel modo più dettagliato possibile. Valuteremo se ci sono carenze e decideremo come intervenire”
“Non vedo particolari similitudini con la mia passata esperienza qui a Salerno. L’unica analogia potrebbe essere quella che sia allora che oggi c’erano delle difficoltà. In questo momento non siamo nel ruolo di poter chiedere niente a nessuno. Le parole le porta via il vento. In questo momento deve parlare soltanto il campo. Noi dobbiamo fare il calcio e il calcio fa fatto sempre su un campo da gioco”.
“Esorto i miei calciatori a pensare ogni giorno con grande ottimismo perché fanno il mestiere più bello del mondo. Questa sera avrò una riunione per fare il punto della situazione e scogliere qualche dubbio sulle condizioni di Fofana e Mounard. Non ho ancora visto le condizioni del terreno di gioco. Mi dicono che non siano buone. Valuteremo, ma quando parlo di uomini che superano qualsiasi difficoltà intendo anche circostanze come queste”. (010214)

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