Una nota inviata alla direzione strategica dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria San Giovanni di Dio e Ruggi d’Aragona di Salerno per accendere ancora una volta i riflettori sulle condizioni organizzative del Pronto Soccorso e per tornare a segnalare criticità già evidenziate nei mesi scorsi ma mai risolte e che, anzi, secondo il Nursind di Salerno, si sarebbero ulteriormente aggravate. Problematiche che riguardano la gestione dei turni, la carenza di spazi adeguati e il sovraffollamento legato alla permanenza dei pazienti che attendono il ricovero per tempi molto spesso lunghi. Il Nursind, dopo mesi in cui sono state raccolte segnalazioni di infermieri e operatori socio sanitari che lavoro in Pronto Soccorso, è tornato sulle difficoltà che vivono non soltanto i pazienti ma anche, appunto, tutti coloro che garantiscono assistenza. “Il quadro che emerge continua a essere preoccupante” ha dichiarato il segretario generale del Nursind Salerno Biagio Tomasco che, come detto, ha raccolto le segnalazioni di operatori che hanno parlato di stanchezza, di tensioni e di crescenti difficoltà a svolgere il proprio lavoro con la serenità necessaria, mentre invece sempre per il segretario generale chi opera in un servizio così delicato deve essere messo nelle condizioni migliori per assistere i cittadini. Lo spostamento di infermieri e operatori sociosanitari dai turni notturni a quelli diurni, con modifiche frequenti della programmazione lavorativa e le ripercussioni che tutto questo comporta sull’organizzazione della vita personale e familiare dei dipendenti , rappresenta uno dei problemi maggiormente avvertiti. Con il sindacato, dunque, intervenuto per chiedere la revisione immediata dei turni e, ancora, che le scelte siano equilibrate ma soprattutto condivise. Poi tutto quello che ha a che fare con la gestione e l’organizzazione del Pronto Soccorso. Il Nursind, attraverso i lavoratori, denuncia la presenza prolungata di numeri pazienti in attesa di posti letto, una situazione che trasforma il Pronto Soccorso in un’area di degenza impropria e che finisce di aumentare il carico assistenziale. Ancora poi spazi che non sempre garantiscono condizioni adeguate né per i lavoratori né per i pazienti, oltre che la carenza di supporti per i pazienti, mentre invece “chi entra in Pronto Soccorso ha diritto a cure dignitose e chi lavora ha diritto a condizioni organizzative adeguate” ha commentato il coordinatore Nursind dell’Azienda Ruggi Domenico Ciro Cristiano. Di qui l’appello alla direzione strategica affinché intervenga con urgenza attraverso una revisione della programmazione dei turni, azioni per ridurre i tempi di attesa per esami e consulenze e misure efficaci contro il sovraffollamento.






