Regione Campania, De Luca: Insediamento con nuovo consiglio. Nessun vuoto di potere

“La stupidità che c’è in giro è sconvolgente. Tutto è regolato dalle leggi, saremo operativi dopo la presa d’atto dell’elezione in Consiglio”. Vincenzo De Luca respinge, con il consueto tono sferzante, le polemiche sul vuoto di potere che si sarebbe creato in Regione: proclamato eletto dalla Corte d’Appello, il neo presidente non ha effettuato lo scambio di consegne con il predecessore e, per ora, nella stanza del governatore a Palazzo Santa Lucia non c’è nessuno al timone. L’ormai ex, Stefano Caldoro, infatti accusa: “Un minuto dopo la proclamazione io ero già al lavoro, ora non c’è un presidente e il danno è certo”. “Tutto – risponde De Luca – è codificato dalle nobili leggi del nostro paese. Quello che non è codificato è l’ammuina (confusione, ndr) che ho letto sui giornali e visto in tv. E’ sconvolgente la quantità di stupidità. Qualcuno si è meravigliato perché alla proclamazione non ero presente. Ma è stato mai presente qualcuno alla proclamazione?”, si chiede. Secondo i suoi oppositori, invece, il vincitore delle regionali campane mantiene un basso profilo e non compie alcun atto ufficiale per evitare rischi giuridici. L’ipoteca della sospensione, in base alla legge Severino, lo renderebbe prudente almeno finché non sarà stato possibile, dopo l’insediamento del nuovo Consiglio, nominare la Giunta con un vicepresidente che possa assumere il ruolo di facente funzioni. Il governatore respinge queste interpretazioni e ripete che tutto sta procedendo secondo le norme: “Il presidente della Regione viene proclamato eletto dalla Corte d’Appello. Con un verbale unitario vengono proclamati eletti i consiglieri regionali. Quindi viene proclamata l’elezione. Poi si va in Consiglio regionale e viene fatta la presa d’atto dell’elezione e si diventa operativi. E’ tanto complicato informarsi?”. Anche il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, che con De Luca intende costruire un dialogo positivo, ritiene però che la situazione attuale sia anomala. “Penso ci sia bisogno di un presidente con pieni poteri. Questa situazione va chiarita in tempi rapidi perché si avverte un vuoto di potere. Non sappiamo chi sono gli interlocutori. Non lo è chiaramente Caldoro, mentre De Luca lo è politicamente e dal punto di vista di legittimazione democratica, ma non ancora nel pieno esercizio delle funzioni”. Intanto lo stesso de Magistris dice di sentirsi, citando Dante, “tra color che son sospesi”. Il tribunale civile si pronuncerà la prossima settimana sul ricorso del sindaco e del Comune contro la sospensione sancita dalla legge Severino e già bloccata una volta dal Tar, ora però incompetente come sancito dalla Cassazione. Ieri c’è stata l’udienza, i giudici della prima sezione si sono riservati di decidere. Il sindaco aspetta, e De Luca osserva con interesse: la sentenza del tribunale sarà, in ogni caso, un precedente per l’analogo ricorso che il presidente della Regione dovrà a sua volta presentare, con ogni probabilità, contro la sospensione provocata dalla Severino. (200615)

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