Reddito di inclusione, da dicembre le domande

Dal primo dicembre sarà possibile presentare le domande per il “Reddito di Inclusione”, la nuova misura di contrasto
alla povertà legata alla condizione economica che sarà attiva già dal primo gennaio. Diversi comuni, però, che dovrebbero raccogliere le prime istanze non hanno ancora attivato sportelli dedicati. Tra questi, secondo il presidente della commissione trasparenza Cammarota, Salerno. (281117)

Corsa contro il tempo per le famiglie che vorranno ricevere, già dal 1 gennaio il reddito di inclusione, il così detto REI, introdotto dal Governo, tramite l’Inps, per sostenere le famiglie in difficoltà economiche. Dal 1 dicembre, infatti, sarà possibile iniziare a presentare le domande. Secondo le stime dell’Istituto, potrebbero bastare una ventina di giorni per definire la pratica. Il Reddito di inclusione ha lo scopo di fornire due tipi di sostegno ai nuclei familiari in situazione di difficoltà: un beneficio economico ( erogato tramite una carta prepagata ) e una presa in carico socio-assistenziale da parte dei servizi sociali comunali. Le domande dovranno essere presentate esclusivamente in formato cartaceo presso i comuni di residenza (o nel comune di riferimento, nel caso di comuni associati.). Il Rei sostituirà il Sia, il Sostegno di inclusione attiva, e l’assegno di disoccupazione Asdi. Ma chi alla data del primo dicembre 2017 sta ancora ricevendo il Sostegno per l’inclusione attiva – ha chiarito l’Inps – potrà presentare immediatamente domanda di Rei o decidere di presentarla al termine della percezione del Sia, senza perdere nulla. I comuni avranno una parte attiva anche nella seconda fase. Appena arriveranno i nulla osta dall’Inps, dovranno contattare le famiglie destinatarie del Rei per la definizione e la sottoscrizione di progetti personalizzati, finalizzati alla tutela dei figli (dove ci sono), al reinserimento lavorativo e all’uscita dal circuito di povertà e marginalità. Solo seguendo i percorsi messi a punto dagli operatori comunali, ecco la clausola posta dal Governo e dall’Inps, si avrà diritto a percepire l’aiuto economico. Il nucleo familiare del richiedente, in particolare, dovrà avere un Isee in corso di validità non superiore a 6.000 euro e un valore del patrimonio immobiliare, diverso dalla casa di abitazione, sotto i 20.000 euro. Il Rei sarà compatibile con lo svolgimento di un’attività lavorativa. La priorità, nell’assegnazione del Rei, sarà data ai nuclei con figli minorenni o disabili, con donne in gravidanza o con componenti disoccupati che abbiano compiuto 55 anni. Il beneficio sarà concesso per un massimo di 18 mesi (con 6 mesi di pausa prima di poter poi ripresentare richiesta). L’ammontare dell’importo verrà correlato al numero dei componenti del nucleo familiare e non può superare quello dell’assegno sociale. Si andrà da 187 euro al mese (per i single) a 485 euro (famiglie con 5 o più componenti). La carta prepagata Rei, la forma scelta per erogare l’aiuto, funzionerà come una normale carta di pagamento elettronica. Il 50 per cento dell’importo stabilito potrà essere ritirato in contanti, il resto sarà utilizzabile per la spesa e per pagare le bollette. La tesserà dovrebbe inoltre dare diritto allo sconto del 5 per cento sugli acquisti in negozi e farmacie convenzionate.
Molto, quindi, graverà sulle spalle dei Comuni, per quanto riguarda recepimento delle domande, assistenza e gestione della fase successiva. Diverse amministrazioni, però, sarebbero in ritardo., Tra queste ci sarebbe anche il Comune di Salerno, almeno secondo il presidente della commissione trasparenza Cammarota che ha deciso di discuterne nella prossima riunione per verificare e sollecitare l’attivazione di uno sportello ad hoc.

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