Proroga di 45 giorni per il direttore generale dell’Asl Salerno

I nomi che sono circolati sinora come possibili commissario dell’Asl di Salerno sarebbero incompatibili con le normative in materie. ne è convinto il direttore generale uscente Antonio Squillante che, per ora, resta al suo posto, in virtù di una proroga di 45 giorni concessa dalla Regione Campania. (040815 Giancarlo Frasca)

Il suo mandato triennale è scaduto lo scorso due agosto ma Antonio Squillante resta al suo posto di direttore generale dell’azienda sanitaria locale di Salerno, almeno fino a nuove decisioni da parte della Regione Campania che sabato scorso gli ha notificato una proroga per 45 giorni, in attesa della sostituzione. Il percorso per il cambio ai vertici dell’Asl salernitana, però, non è così facile come potrebbe sembrare. La normativa vigente, prevede che scaduta questa proroga, il timone dell’azienda passi per 90 giorni al più anziano tra direttore sanitario ed amministrativo che, nel caso specifico sarebbe la dottoressa Farano. Dopo questi tre mesi, in caso di impossibilità di nominare un nuovo direttore generale subentrerebbe il Ministero della Salute con la nomina di un commissario. Le difficoltà potrebbero sorgere dall’assenza di un albo nazionale dal quale scegliere la rosa di cinque nomi, da parte di una commissione indipendente, da sottoporre al vaglio della Giunta regionale, come previsto dalla Legge Mandia che ha superato l’albo regionale. Un elenco che, però, allo stato attuale ancora non esiste. Da qui la necessità di un intervento ministeriale per dirimere la questione ed, eventualmente, concendere una deroga ad utilizzare l’attuale albo regionale. Anche in questo caso, comunque, i nomi che sinora sono circolati potrebbero non essere compatibili con quanto previsto dalle normative. Sia Bianchi che Iannicelli, infatti, sarebbero o sarebbero stati dipendenti Asl e, quindi, impossibilitati a rivestire anche solo il ruolo di commissario. In questo albo regionale, invece, c’è il direttore generale uscente, Antonio Squillante, nominato dal centrodestra tre anni fa, che norme alla mano, rientra di diritto della rosa dei 5 nomi dal quale la giunta regionale dovrà scegliere il suo successore. Una eventuale conferma, del resto non gradita alla nuova amministrazione regionale e nemmeno al diretto interessato che, per ora resta in attesa di comunicazioni da Napoli.

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