49 casi di criminalità in Campania, 21 episodi tra Salerno e Napoli, numeri che confermano come i porti in tutta Italia, e quindi anche in Campania continuano a stare al centro nello scenario criminali italiano. I numeri emergono dal Rapporto “Diario di Bordo. Storie, dati e meccanismi della proiezioni criminali nei porti italiani e oltre” presentato da Libera sulla base dell’elaborazione dei dati provenienti dalla rassegna stampa Assoporti, dalle relazione della Commissione Parlamentare Antimafia, della Direzione Investigativa Antimafia e dell’Agenzia delle Dogane e della Guardia di Finanza. Gli scali marittimi, dunque, sono sempre di più snodi strategici in cui si intrecciano economia legale e illegale, interessi globali e dinamiche locali, opportunità di sviluppo e rischi di infiltrazioni mafiose. Nell’anno passato i casi di criminalità nei porti sono stati 131, nel quadriennio alle spalle in totale se ne sono registrati 496, quindi uno ogni tre giorni. Guardando al territorio, la Campania è la terza regionale d’Italia per numero di casi di criminalità tra il 2022 e il 2025, 49 in totale, pari al 9,9% del totale nazionale, prima ci sono Liguria e Sicilia. Maglia nera regionale sono i posti di Napoli e Salerno con 21 episodi di criminalità. “I porti-ha commentato Francesca Rispoli, copresidente nazionale di Libera- sono oggi uno dei principali punti di accesso dei traffici illeciti, a partire dal narcotraffico, ma anche della contraffazione, del contrabbando, del riciclaggio. Luoghi in cui si manifestano forme di corruzione, si giocano partite economiche e politiche rilevanti, si costruiscono relazioni e poteri”. Analizzando le relazioni della Direzione Nazionale Antimafia e della Direzione Investigativa Antimafia pubblicate tra il 1994 e il 2024, in Campania sono 14 i clan censiti con 5 porti interessati. Oltre ai grandi porti commerciali, anche porti minori o a prevalente vocazione turistica sono stati oggetto di interesse da parte dei gruppi criminali.


