Ospedale Ruggi. Paziente riceve due donazioni, unico caso al mondo

Una donna salernitana risulta essere l’unica paziente al mondo portatrice di trapianto renale, sottoposta ad una fecondazione eterologa. La gravidanza, ottenuta appunto mediante ovodonazione, è stata documentata per la prima volta, nel lavoro scientifico pubblicato su una prestigiosa rivista internazionale (Transplantation Proceedings), a firma dei nefrologi Luca Apicella, Responsabile della Gestione Clinica del Post-Trapianto, e Giancarlo Bilancio, Responsabile della Gestione Clinica del Pre-Trapianto, afferenti alla UOC di Nefrologia, Dialisi e Trapianto dell’AOU Ruggi, diretta dalla dottoressa Candida Iacuzzo, in collaborazione con una equipe di nefrologi del Ruggi e della AOU Federico II di Napoli.  Il decorso della gravidanza descritta, è stato regolare e privo di complicanze per la madre, per il neonato e per la funzionalità del rene trapiantato. L’originalità del caso, come da evidenza, risiede nella duplice particolarità clinica; da un lato l’indicazione all’ovodonazione, scelta per evitare la trasmissione genetica della malattia renale ereditaria di cui la paziente è portatrice, dall’altro la coesistenza nello stesso organismo, di cellule provenienti da due donatori differenti, ovvero il rene trapiantato al Ruggi anni addietro, e gli ovociti donati, con potenziali indicazioni immunologiche mai enunciate prima.  “Questo risultato conferma il livello di eccellenza raggiunto dal Centro Trapianti del Ruggi, HUB Regionale per il Trapianto Renale (Direzione della Chirurgia dei Trapianti a cura del Prof Alessandro Puzziello), ma anche punto di riferimento nazionale per la gestione dei casi ad altissima complessità”, ha sottolineato la dottoressa Candida Iacuzzo. Tale traguardo si inserisce nelle attività del Centro Regionale Trapianti, diretto dal dott. Pierino Di Silverio e attesta la sinergia tra clinici, chirurghi dei trapianti, immunologi, ostetriche, ginecologi ed embriologi, che ogni giorno collaborano per garantire percorsi di cura personalizzati e all’avanguardia ai pazienti più complessi.

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