Ad Ogliara, frazione collinare di Salerno Mario Viviani aveva messo su la base logistica dell’organizzazione, da lì, nonostante fosse ai domiciliari, gestiva l’intera filiera criminale, trafficando stupefacente, in particolare cocaina e crack, in diversi quartieri a Salerno oltre che in alcuni comuni limitrofi, Pontecagnano Faiano e San Mango Piemonte. Viviani è tra i 19 soggetti arrestati nell’ambito di un’operazione antidroga dei Carabinieri del Nucleo Investigativo di Salerno nelle provincie di Salerno, Napoli e Avellino. 8 sono finiti in carcere 11 agli arresti domiciliari, indagati a vario titolo per associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e detenzione e cessione illecita di sostanze stupefacenti, tutti affiliati all’organizzazione, attiva nel traffico di cocaina e crack tra Salerno e la sua provincia. Un gruppo criminale, come emerso dalle indagini, capeggiato proprio da Mario Viviani, vero promotore dell’organizzazione, il fulcro, colui che, attraverso una fitta rete di spacciatori, che erano muniti di mezzi ed utenze telefoniche dedicate, impartiva gli ordini. In carcere è finita anche la compagna di Viviani: attraverso la donna il capo dell’organizzazione riusciva a gestire i contatti criminali con i fornitori e con gli abituali clienti. La sua principale collaboratrice quella che faceva da portavoce con i collaboratori più stretti e che gestiva la cassa dei proventi illeciti. In carcere anche il padre di Viviani, portavoce e pusher all’occorrenza, era colui che si occupava di gestire il parco mezzi a disposizione degli spacciatori. Poi tra le figure più vicine a Viviani anche Simone Memoli che invece si occupava delle forniture di droga, curando i rapporti con il napoletano Gennaro Bucciano e la moglie. 30 ero per una dose, a tanto venivo venduto lo stupefacente, i Carabinieri nel corso dell’operazione hanno sequestrato oltre 1 kg tra cocaina e crack, arrestato in flagranza 5 spacciatori e denunciato altri due. No solo gli arresti ma anche poi i sequestri. Dal traffico di stupefacente, sin dal 2019, Viviani e la moglie ne ricavavano un volume di affari stimato in oltre 1milione e 200mila euro annui. Alla moglie sono stati sequestrati un immobile con i relativi arredi, due terreni e crediti fiscali pari a circa mezzo milione di euro. Infine nell’operazione sono sati anche arrestati altri soggetti capeggiati da Vito Votta, prima affiliato dell’organizzazione di Viviani e che dopo dei contrasti aveva organizzati e gestito con i familiari una propria piazza di spaccio perlopiù attiva a Pontecagnano, Bellizzi e Battipaglia e che si riforniva da una differente rete locale.