Salerno era la sua città adottiva. Originario di Sant’Angelo a Fasanella, Silvano Loia si si era formato al Liceo Tasso, aveva frequentato l’Università di Salerno prima di iniziare il suo percorso lavorativo che lo ha poi portato a Roma con un ruolo manageriale in Rai Way.
Per l’ultimo saluto la famiglia ha scelto la Chiesa dei Salesiani, nel quartiere Carmine. Chiesa gremita, c’erano i familiari, la compagna Francesca Neri, la cui presenza è stata confermata anche dal sindaco di Sant’Angelo a Fasanella. E poi colleghi ed amici, quelli di Roma e quelli di Salerno con i quali era sempre rimasto in contatto. “Con la morte non finisce tutto, si vivrà in eterno”, ha detto il parroco durante l’omelia che ha più volte sottolineato la bontà d’animo di Silvano Loia, la cui improvvisa scomparsa ha colpito quanti lo conoscevano.
Lo scorso sabato il manager era sul litorale viterbese per godersi un fine settimana in totale relax ed, invece, Silvano Loia è morto affogato nelle acque tra Tarquinia e Montalto di Castro dove sabato sera, a distanza di alcune ore dall’allarme lanciato dagli amici che non lo vedevano ritornare, il suo corpo è stato avvistato a pochi metri di profondità in uno specchio d’acqua in prossimità di una tenuta agricola, nel mare di Montalto di Castro.





