La Corte d’Appello di Salerno (Presidente Ubaldo Perrotta, relatrice Maria Zambrano, giudice a latere Emma Conforti), ha accolto l’appello presentato dai familiari di Antonio Meloro, la moglie e i due figli assistiti dall’avv. Michele Tedesco, riformando la sentenza di primo grado del Tribunale di Nocera Inferiore e condannando tutti e quattro gli imputati per la tragica morte di Antonio Meloro. In primo grado (sentenza del novembre 2023 dal Tribunale di Nocera Inferiore) erano stati condannati i soli legali rappresentanti della Sud Arredi, Peppino ed Alfonso Sabbatino, assolvendo invece Ciro Colavolpe (responsabile dell’impianto Enel) e Angelo Andrea Odierna (preposto della ditta appaltatrice SO.I.GE.A. S.r.l.), negando alle parti civili la provvisionale immediatamente esecutiva.
Ora la Corte d’Appello di Salerno, confermando le condanne per i legali rappresentanti, ha dichiarato colpevoli il responsabile dell’impianto Enel ed il preposto della ditta appaltatrice. Per entrambi pronunciata la condanna di un anno e sei mesi di reclusione con pena sospesa. Inoltre Ciro Colavolpe ed Andrea Angelo Odierna sono stati condannati in solido con Peppino ed Alfonso Sabatino, al risarcimento dei danni nei confronti delle parti civili ricorse in appello. I quattro condannati in solido al pagamento di una provvisionale immediatamente esecutiva dell’importo di € 30.000,00 in favore di ciascuna parte civile ricorsa in appello oltre alle spese dei due gradi di giudizio
Dopo la sentenza di primo grado i familiari di Antonio Meloro avevano proposto appello, come anche la Procura Generale, censurando punto per punto le motivazioni che avevano accompagnato la sentenza assolutoria. Tra queste anche l’assenza del Piano di Intervento sul luogo di lavoro, la consegna dell’impianto in condizioni di non piena sicurezza, l’omessa adozione del presidio antinfortunistico della messa a terra e in corto circuito con dispositivi mobili, prescritto in ogni pagina del Piano di Lavoro e nel verbale di consegna. L’appello ha inoltre denunciato l’illegittimità del diniego della provvisionale, ottenendo il pieno accoglimento delle proprie ragioni.
Antonio Meloro perse la vita il 28 giugno 2012, a soli 42 anni, folgorato da corrente a media tensione mentre effettuava lavori di adeguamento e sostituzione di componenti in una cabina elettrica a Nocera Superiore, al servizio della ditta Sud Arredi S.a.s. A distanza di 14 anni i familiari dell’uomo, assistiti dal penalista Michele Tedesco, hanno ottenuto giustizia. La sentenza, infine, ha affermato un principio fondamentale, quello legato alla sicurezza sui luoghi di lavoro che è responsabilità condivisa e solidale di tutti i soggetti della filiera e nessuno può sottrarsi agli obblighi di cooperazione, informazione e coordinamento che la legge impone a tutela dell’incolumità dei lavoratori.






