La Provincia di Salerno in campo per la riattivazione della Sicignano-Lagonegro

Dopo la chiusura del tribunale di Sala Consilina occorre rivedere il sistema dei trasporti nel Vallo di Diano, potenzian do gli sforzi per riaprire la tratta ferroviaria Sicignano Lagonegro. Anche la Provincia di Salerno scende in campo al fianco dei comitati che da anni si battono per la riattivazione della linea. Oggi in contro tra l’assessore provinciale ai trasporti Cuozzo , il sindaco di Sicignano Amato, l’assessore regionale Vetrella ed i comitati. (060114)

Dopo aver deliberato di chiedere al Ministero dei Trasporti di predisporre un piano operativo e con esso tutti gli atti necessari al ripristino della tratta ferroviaia Sicignano Lagonegro, ed al Ministero di Grazia e Giustizia di farsi promotore con gli organi competenti per garantire collegamenti migliori tra il Vallo di Diano ed il tribunale di lagonegro, dopo la chiusura di quello di Sala Consilina, la Provincia di Salerno prova a far discutere comitati, amministrazioni e Regione Campania per riattivare la storica linea ferrata, per la quale da anni si battono i cittadini della zona. Inaugurata interamente nel 1892 e chiusa al traffico, sia merci che passeggeri, nel 1987 durante i lavori di rinnovamento ed elettrificazione della linea Battipaglia – Potenza, la Sicignano-Lagonegro ufficialmente non risulta soppressa con la presenza di collegamenti sostitutivi con autobus.
Dopo tante battaglie, avviate dai comitati, la soppressione del tribunale di Sala Consilina ed il conseguente trasferimento delle competenze a Lagonegro, ha riacceso la discussione, rendendo necessaria, come sottolineato dall’assessore provinciale ai trasporti, Cuozzo, una revisione del sistema della mobilità nell’intero Vallo di Diano, per evitare che i tagli decisi dal Ministero della Giustizia possano creare altri problemi.
La tratta interessata, del resto, dalla Battipaglia-Potenza, all’altezza della stazione di Sicignano degli Alburni, in direzione Potenza, e giunge fino alla Stazione di Lagonegro. Nelle prime intenzioni progettuali sarebbe dovuta essere solo il primo tratto di un progetto più ampio per collegare i territori campano e lucano con il sud della Calabria e Reggio attraverso il Vallo di Diano e la valle del Noce fino a Castrocucco. realizzata dalla Società per le Strade Ferrate del Mediterraneo venne poi integrata da altri collegamenti a scartamento ridotto verso la Calabria.
L’incontro odierno, previsto per le 17 e 30 nell’auditorium comunale di Sicignano degli Alburni, proverà a mettere di fronte l’amministrazione comunale, i comitati, i consiglieri regionali, la Provincia e l’assessore regionale ai trasporti Vetrella, per trovare un possibile accordo per spingere sulla riapertura. Nei mesi scorsi, però, Vetrella era stato chiaro dichiarando che occorreva avere certezza sui potenziali passeggeri della Sicignano-Lagonegro
La Sicignano-Lagonegro, tra l’altro, non è l’unica linea ferrovia in Campania in attesa di essere riattivata. Altro caso emblematico, infatti, è quello dell’Avellino-Rocchetta che collegava il capoluogo irpino con la zone interne, toccando anche dei comuni in provincia di Potenza, fino ad arrivare alla stazione di Rocchetta Sant’Antonio – Lacedonia (una volta provincia di Avellino, oggi Foggia). Inaugurata il 27 ottobre 1895, non viene percorsa da treni a partire dal cambio d’orario ferroviario del 12 dicembre 2010 con l’attivazione di servizi autosostitutivi che, però, come nel caso del Vallo di Diano, hanno allungato notevolmente i tempi di percorrenza.

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