La sostituzione dei vecchi forni con tre elettrici permetterebbe alle Fonderie Pisano di riprendere l’attività produttiva e consentire ai lavoratori di avere un futuro. In questo momenti i circa cento dipendenti sono in cassa integrazione, stipendio massimo di circa mille euro, e tutti vivono con forte preoccupazione questa fase di incertezza. Le loro ragioni le hanno spiegate ai dirigenti dell’Asl nel corso di un incontro negli uffici di Via Nizza. Un incontro con le rappresentanze sindacali durato circa cinquanta minuti, mentre tanti lavoratori erano in presidio dinanzi all’ingresso. Dopo gli incontri con il Comune di Salerno, Arpac e Regione Campania, anche all’Asl i lavoratori, attraverso i propri rappresentanti, hanno manifestato la propria preoccupazione. In attesa della Conferenza dei Servizi programmata presso gli uffici di Salerno della Regione Campania per il prossimo 26 agosto, martedì prossimo i lavoratori terranno un’assemblea pubblica presso la sede delle Fonderie. Quello della decarbonizzazione dell’azienda rappresenterebbe una soluzione temporanea in attesa della delocalizzazione dello stabilimento di Fratte con un impianto green da realizzare in un’altra area della provincia di Salerno o, come potrebbe accadere, della provincia di Avellino.





