Esondazione del Sele, gregge di 200 pecore travolto nel salernitano

Un intero gregge di 200 pecore è stato travolto dall’acqua con animali che sono addirittura finiti sugli alberi nella zona di Ponte Barizzo in provincia di Salerno per effetto dell’esondazione del fiume Sele che ha allagato oltre cento ettari di terreno con allevamenti di pecore e bufale e coltivazioni di foraggio necessario per l’alimentazione degli animali. È quanto emerge da un primo monitoraggio della Coldiretti sugli effetti dell’ondata di maltempo che si è abbattuta sull’Italia con bruschi abbassamenti di temperature e precipitazioni intense che hanno provocato esondazioni ed allagamenti delle campagne dove sono finite sott’acqua anche pregiate coltivazioni di ortaggi invernali. La situazione è particolarmente grave in Campania dove – continua la Coldiretti – è esondato anche il Sarno mandando sott’acqua coltivazioni in pieno campo cavolfiori, verze e carciofi, ma anche primizie coltivate nelle serre. L’ondata di maltempo con neve, temporali e grandine ha provocato milioni di danni alle infrastrutture, alle aziende agricole e agli allevamenti nelle campagne, secondo il monitoraggio della Coldiretti. A preoccupare è anche il brusco abbassamento delle temperature in molte zone vocate mette a rischio le coltivazioni invernali in campo come cavoli, verze, cicorie, carciofi, radicchio e broccoli.
Mercoledì, comunque, vertice a Salerno sulla situazione maltempo nella Piana del Sele. In Prefettura, su richiesta del Presidente della Provincia, Giuseppe Canfora, ci saranno l’assessore regionale alla Protezione Civile e Difesa del Suolo, Edoardo Cosenza, l’assessore regionale all’Agricoltura, Daniela Nugnes, l’Autorità di Bacino Campania Sud ed Interregionale per il bacino del fiume Sele, i sindaci della Piana del Sele, l’Arcadis, il Genio Civile, il Corpo Forestale dello Stato, i Vigili del Fuoco, le Forze dell’Ordine. Intanto questa mattina sono iniziati i lavori di somma urgenza per riparare l’argine del fiume Sele nel punto di rottura. I lavori sono effettuati dal genio civile con il supporto dei tecnici comunali e con un finanziamento di 100 mila euro stanziati dalla Regione Campania. Lavori partiti, come richiesto dal sindaco Italo Voza, immediatamente, ad appena due giorni dall’esondazione. Dopo la richiesta del primo cittadino anche il senatore di Forza Italia, Franco Cardiello ha chiesto lo stato di calamità naturale. «Il governo dichiari subito lo stato di calamità per le zone interessate all’esondazione del fiume Sele ed il ministro dell’Ambiente provveda a sollecitare gli Enti locali competenti ad eseguire in tempi certi le opere di messa in sicurezza dell’alveo e del territorio di riferimento. Non è la prima volta che chiedo al governo interventi per i corsi d’acqua del salernitano ma non ho mai ricevuto risposta. Sabato scorso il Sele è nuovamente esondato in più punti nelle località Brecciale, Trentalone e Capaccio Paestum provocando ingenti danni alle culture, agli allevamenti ed aziende bufaline. Non è improbabile che una nuova esondazione possa, come è accaduto in passato, mettere seriamente in pericolo la vita degli abitanti che risiedono vicino al Sele. Ecco perché serve un intervento risoluto del governo dichiarando lo stato di calamità anche per velocizzare l’esecuzione delle opere non più dilazionabili». (020215)

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