Esclusa la morte violenta di Lidia, la bimba di tre anni morta a Sarno

L’autopsia, effettuata questa mattina dal dottor Antonio Mirabella presso l’ospedale Villa Martiri di Sarno, ha escluso la morte violenta per Lidia, la bimba di tre anni di origini rumene, giunta senza vita, giovedì sera intorno alle 22 all’ospedale del centro salernitano.
Ulteriori accertamenti tossicologici ed istologici determineranno l’esatta causa del decesso. Si va, comunque, confermando la tesi portata avanti dal padre, Gheorghe Buzatu, romeno di 35 anni, incensurato, che ai sanitari ed ai Carabinieri aveva parlato di un decesso in seguito ad una crisi respiratoria.
Le indagini sono portate avanti dai militari della Stazione di San Marzano sul Sarno e coordinati dal capitano Michele Avagnale.
L’uomo aveva detto ai militari che la piccola si era sentita male poco dopo la doccia tanto che ha deciso di portarla in ospedale. La bambina è arrivata al pronto soccorso del nosocomio intorno alle 22 e i sanitari non hanno potuto che constatarne il decesso. Gli investigatori avevano ascoltato lungamente l’uomo ed avevano effettuato un sopralluogo nella casa, evidenziando solo scarse condizioni igienico-sanitarie ma nulla che facesse presupporre violenze o sevizie di qualche tipo. L’abitazione, composta da due locali attigui, è condivisa con una coppia di nipoti dell’uomo, trentenni e incensurati, che spesso si occupavano della bimba mentre l’uomo andava a lavorare nei campi. Sono stati ascoltati anche loro ma nulla è stato verbalizzato in merito ad eventuali violenze né da parte dell’uomo, né dei suoi stessi parenti. Dall’esame esterno del cadavere, infatti, non erano già elementi elementi riconducibile a morte violenta. Tuttavia era stato disposto l’esame autoptico al fine di chiarire con certezza la causa della morte.
La bimba viveva in Italia da appena cinque mesi mentre prima risiedeva in Romania (dove era nata) insieme con la madre che, frattanto, aveva intrapreso una relazione con un connazionale con il quale aveva avuto un bimbo di un anno. Il padre della piccola, un bracciante agricolo da una decina d’anni residente in Italia, invece, aveva tentato di ricostruire la sua vita familiare sperando in una riconciliazione con la mamma di sua figlia. La donna, dopo un mese in Italia, però, ad aprile era tornata nel suo Paese natale lasciando la bambina al padre in una casa in Via Sesta traversa Berlinguer, a San Marzano sul Sarno. La coppia non aveva altri figli. (010815)

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