De Luca viceministro “virtuale” ma reale in radio e tv. Dopo La Zanzara, Matrix su Canale 5 attaccando ancora Lupi

Dopo una giornata, quella di lunedì dedicata alla Rai, con UnoMattina ed a Radio 24, la radio del Sole 24 Ore, partecipando in serata alla trasmissione di Cruciani e Parenzo, La Zanzara, il sindaco di Salerno, Vincenzo De Luca, ha proseguito il suo tour mediatico nazionale sugli schermi di Canale 5. Ospite di Luca Telese e del suo Matrix, infatti, il viceministro in attesa di deleghe ha introdotto la puntata del martedì sera. La prima parte introduttiva della trasmissione Mediaset, quindi, circa una decina di minuti, è stata riservata a De Luca con un servizio di presentazione dedicato alle sue denunce pubbliche dei cittadini inosservanti della raccolta differenziata oltre che alle ultime disavventure giudiziarie. In onda anche una intervista al segretario provinciale Pd, Landolfi che ha ribadito come la questione dell’incompatibilità sia legata solo alla mancata formalizzazione delle deleghe e che “De Luca si dimetterà un minuto dopo”. E poi l’ampia pagine del sequestro preventivo recentemente disposto per il cantiere del Crescent con interventi degli esponenti del Comitato che si batte contro la realizzazione dell’opera.
Una questione sulla quale, però, De Luca ha glissato quando ha avuto modo di parlare in diretta in studio, preferendo concentrarsi sulla mancata assegnazione delle deleghe. “Il ministro Lupi ha mentito due volte – ha affermato De Luca – Quando ha detto alla Camera che non può attribuire le deleghe prima delle dimissioni da sindaco. Ha mentito una volta perché ci sono stati due ministri, Zanonato e Delrio che hanno avuto le deleghe, le hanno esercitate, essendo ancora sindaci di padova e Reggio Emilia. Ha mentito una seconda volta perché lui la proposta di deleghe me l’aveva fatta 4 mesi fa solo che la legge 81 dice che le deleghe al viceministro non sono un regalo di Lupi o altri ma quanto previsto dalle norme. Lupi crede di gestire il ministero come una bottega privata, non è possibile. Intende esercitare un ricatto politico nei miei confronti. Perché? Perché il Ministero delle infrastrutture è il più grande comparto di investimenti e di spesa ed un uomo libero che non risponde a lobby o gruppi di potere dà fastidio”. Alla domanda di Telese su quale sottopancia (il titolo ndr) dovesse essere utilizzato per lui, De Luca ha replicato sprezzante: “Usi quello di sindaco, l’altro mi fa indignare…”. “Lo scandalo vero è il fatto che da 7 mesi non si dia attuazione alla legge 81 del 2000 sull’attribuzione delle deleghe”. E poi l’Imu “un provvedimento demenziale. La vicenda è stata gestita in maniera indecente. Siamo partiti da una pressione del Pdl. Per consentire ad Alfano di fare una conferenza stampa per dire che era stato abolito l’Imu abbiamo rovinato il bilancio dello stato dopo di ché abbiamo detto una cosa che non sta né in cielo e né in terra. Da gennaio avremo 3 tasse, la tassa sui rifiuti, quella sugli immobili e quella sui servizi indivisibili che graverà anche sugli inquilini. Inoltre abbiamo un rapporto tale con i comuni che non hanno più certezze e non possono varare i bilanci”.
Immancabile la domanda sul possibile collegamento tra il sostegno a Renzi per le Primarie e la mancata attribuzione delle deleghe da viceiministro. “Sono indignato nei confronti del gruppo dirigente del Pd che per 6 mesi non ha detto nulla sul mio caso per pretendere l’applicazione dell a legge 81. Sul congresso poi è vera demenzialità. A Salerno Renzi ha avuto la stessa percentuale dello scorso anno di Bersani. Siamo passati dal 70 al 71,5% su base provinciale. A Salerno città il 97% per Renzi. Non sono andati a votare per Cuperlo, non che abbiano votato troppo per Renzi. Per Cuperlo hanno votato in 50 nemmeno i suoi deputati. E’ una cialtronata perché se tu dici che un congresso (quello di Salerno, ndr, i cui dati sono stati congelati con la mancata partecipazione dei delegati alla Convenzione nazionale Pd) è irregolare e lo congeli, devi commissariare tutti. Sono stati sfidati, questi signori a Roma ,a dire i nomi, i fatti, non l’hanno fatto. C’è una ritorsione politica perché il risultato del congresso non ha fatto piacere”.
Chiusura sulla domanda scontata, cioè “quando deciderà se dimettersi?” “Se dovessi ragionare sul livello di disgusto che ho ora non so che scelta farei. Attendo l’applicazione della legge 81 dopo prenderò le mie decisioni sulla base della legge vigente”. (031213 Giancarlo Frasca)

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