Il presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, sceglie Facebook per replicare a muso duro alle polemiche sul caso Fanpage-rifiuti ed alle accuse dal Movimento 5 Stelle, dalla sinistra e dal centro destra. “Siamo sotto attacco”, dice ed invita Di Maio ad un confronto in diretta. (190218)

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“Una nuova resistenza”, così il presidente della giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca, ha definito il clima che si è venuto a creare sull’onda delle polemiche per il così detto caso fanpage-rifiuti, innescato dal reportage giornalistico dell’omonima testata online che hanno portato alle dimissioni del figlio Roberto, dalla carica di assessore a Salerno. Una replica per la quale il Governatore ha scelto facebook, parlando di campagna di aggressione mediatica e pseudogiornalismo alla vigilia di una campagna elettorale delicata, una operazione camorristica e squadristica che parte dalla gestione dei rifiuti.
«Ma quale giornalismo, è una vergogna nazionale. Viene ingaggiato un camorrista che si presenta mascherato, che va a fare un’intervista a mio figlio e parla solo lui, parla solo il camorrista, parla di cose che non c’entrano niente, cerca di tirare in ballo la Regione, le ecoballe, le gare, l’interlocutore che sta lì sconcertato ad ascoltare questo signore. Ci dovremmo vergognare in Italia per il fatto che ci sia spazio per operazioni di vero squadrismo. Il significato di questa operazione è esattamente il contrario di quello che vogliono fare apparire, questa è la reazione dei delinquenti e dei camorristi a un’operazione di pulizia che stiamo facendo».
Per De Luca il significato di questa operazione è esattamente il contrario di quello che si vorrebbe far apparire. “E’ la reazione dei delinquenti e dei camorristi a un’operazione di pulizia che stiamo facendo in Campania, dove per la prima volta stiamo cacciando la camorra in relazione ai rifiuti. A che punto è ridotta la democrazia italiana? Siamo arrivati al punto che una persona perbene deve vivere nella paura di sabotaggi, di manovre occulte. Ti può arrivare in casa un camorrista con telecamera nascosta, che viene a fare una registrazione, un’operazione di violenza privata. Cosa ha portato alla luce? Parla solo lui per cercare di confondere le acque. La gente normale ormai se ne scappa dalle istituzioni e dalla vita pubblica per questo sistema di aggressione mediatica continua al quale fai fatica a rispondere in tempi brevi con migliaia di titoli diffamatori».
Per il Presidente della giunta regionale della Campania «stiamo vivendo una resistenza, ci sentiamo partigiani in difesa dei valori di dignità e libertà umana. Sono anni che va avanti una vita pubblica fatta di calpestamento della dignità delle persone senza che ci sia una reazione adeguata. Su questo piano l’Italia arriva davvero alla barbarie».
E poi l’invito al candidato premier del Movimento 5 Stelle ad un confronto su qualunque tema purché pubblico ed in diretta, esteso anche ad altri esponenti della sinistra. «Estendo l’invito anche a Pietro Grasso, ho visto le sue dichiarazioni e c’è da vergognarsi. I migliori utilizzatori di questa vicenda sono le Cinque Stelle e rinnovo alle Cinque Stelle il mio invito a un dibattito pubblico sui temi della trasparenza, della correttezza e della moralità pubblica. Sono mesi che sfido il loro candidato, Luigino Di Maio, a un dibattito pubblico. Mi piacerebbe avere un dibattito con questo giovanotto che intasca 15mila euro al mese e parla contro la casta».
Duro anche l’attacco a Pietro Grasso. “Ho visto le sue dichiarazioni e c’è da vergognarsi. Non una parola sui camorristi che vengono a fare operazioni di aggressione e finto moralismo da quattro soldi. Sfido anche questo nostro amico a un dibattito pubblico in diretta, rigorosamente senza registrazioni e tagli, sui temi della moralità pubblica». Il conclusione la promessa di “far ringoiare tutto a chi ha messo in piedi e a quelli che si sono prestati a questa aggressione mediatica». (190218)