Dario e l’omicidio del fratello Angelo Vassallo: La fiction servirà a scuotere le coscienze

“Questo film servirà a raggiungere la verità, a scuotere le coscienze di chi non ha visto. Possibile che nessuno abbia sentito nove colpi di pistola?” Questo si domandava alcuni giorni fa, Dario Vassallo, al termine dell’anteprima del tv movie della Rai “Il sindaco-pescatore”, sulla vita del fratello Angelo, primo cittadino di Pollica-Acciaroli ucciso il 5 settembre del 2010 in un agguato ancora oggi senza colpevoli. Un quesito rilanciato al grande pubblico televisivo che ieri sera ha potuto assistere su Rai 1 alla vita del primo cittadino cilentano, interpretato da Sergio Castellitto. Una visione in parte disturbata, nella sua città da uno strano incendio divampato sulle colline di Pollica che, almeno per l’attuale sindaco Stefano Pisani, sarebbe di natura dolosa, forse appiccato ad arte. Resta, comunque, la discussione sulla fiction e sulla figura di Angelo Vassalo, oltre che gli interrogativi sul suo omicidio che, ad oltre cinque anni, resta ancora da chiarire.
“Il sindaco pescatore” ripercorre la vicenda umana e politica di Vassallo, da quando, pescatore arrabbiato per la mancanza di rispetto dell’ambiente e delle regole nel suo paese, decide di candidarsi a sindaco. Le possibilità che venga eletto, sulla carta sono praticamente nulle visto che il paese è in mano a una combriccola di affaristi; Vassallo, però, ce la fa e occupa la poltrona del primo cittadino per dodici anni, fino alla vile uccisione.”Il paradosso è che questo film non avremmo mai voluto farlo, non avremmo mai voluto essere qui oggi” ha invece fatto notare Castellitto “Gli artisti, però, sono testimoni, disegnano il percorso di persone decisive per gli altri. Vassallo è stato questo. Poi, in un Paese in cui chi fa il suo lavoro con impegno, correttezza e onestà, è un eroe, è diventato un simbolo ma ha dovuto pagare lo scotto di essere ucciso. Vassallo ci insegna molte cose. Per esempio, che dietro all’idea di buona politica non può non esserci un’idea poetica che vola verso un sogno, pur non escludendo il pragmatismo e il cinismo. Lui lo ha ottenuto: per metà della sua vita ha fatto il pescatore, per l’altra il sindaco e tutto nello stesso modo. Da pescatore sapeva che chi va per mare può essere divorato perché il mare è pericoloso, comanda lui. E anche la politica è lo stesso, un luogo dove possono esserci conflitti tremendi”.(090216)

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