Declassamento dei comuni montani e redditi sotto la media nazionale, l’allarme della CISL Salerno in riferimento alla revisione della classificazione dei comuni montani e al rinvio dell’incontro tra Stato e Regioni, previsto lo scorso 13 gennaio, chiamato a discutere3 il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministro attuativo della legge 131 del 2025. “Un rinvio che suscita forte amarezza – dicono dalla CISL Salerno – La riduzione dello status di comune montano inciderà in modo significativo sul profilo socio-economico dei Comuni interessati, abbassando il reddito pro capite sotto la media nazionale e sottraendo strumenti essenziali per sostenere le comunità locali. Secondo la Cisl salernitana, la revisione dei criteri di “montanità”, basata quasi esclusivamente su parametri altimetrici e morfologici, rischia di produrre un effetto paradossale: sottrarre risorse e strumenti proprio a quei territori che più avrebbero bisogno di politiche di sostegno e riequilibrio. “La montanità non è solo una quota altimetrica – ha dichiarato Marilina Cortazzi, segretaria generale della CISL Salerno – ma è fatta di distanza dai servizi, difficoltà di mobilità, carenza di sanità territoriale, scuole a rischio chiusura e opportunità di lavoro sempre più ridotte. Ignorare questi elementi significa non comprendere la realtà delle aree interne della provincia di Salerno”.


