Ticket ai migranti, Don Vincenzo accusato di peculato. Il legale: Fiducia nella giustizia

Anche don Vincenzo Federico, direttore della Caritas della Diocesi di Teggiano – Policastro è finito al centro dell’inchiesta condotta dalla Procura di Napoli per verificare dove finisse parte del denaro destinato all’assistenza degli immigrati. Inchiesta che ha portato all’arresto di due persone, il presidente di un’associazione onlus e la sua compagna.
A loro sono stati contestati i reati di truffa, peculato e appropriazione indebita. Don Vincenzo Federico, che oltre ad essere responsabile della Caritas è anche parroco a Padula, è accusato di peculato. In base alle indagini compiute dalla Procura si sarebbe appropriato dei “pocket money”, i buoni acquisto giornalieri da 2,50 euro che lo Stato concede ai richiedenti asilo. I militari della Finanza guidati dal colonnello Forte hanno perquisito la sede della Caritas portando via numerosi documenti.
Al sacerdote viene contestata un’appropriazione di 109mila euro, ma l’esame dei documenti contabili riguarda la gestione dei fondi pubblici degli ultimi quattro anni. Fondi che ammontano a circa 56 milioni di euro erogati dalla Presidenza del Consiglio alla Regione che a sua volta li ha dati alle organizzazioni religiose e degli enti che hanno messo a disposizione strutture per l’accoglienza e l’assistenza di chi arriva in Italia a bordo dei barconi. Ai gestori vanno 35 euro al giorno per ciascun migrante e a questa cifra vanno aggiunti i “pocket money” che vanno agli stranieri per le piccole spese.

Il sacerdote indagato non ha rilasciato direttamente dichiarazioni ma il suo legale, Renivaldo Lagreca, ha diffuso una lunga nota.
Si legge: «Massima serenità e piena fiducia nella giustizia auspicando, però, che tutto possa definirsi in tempi rapidi». Ancora: «L’accusa nei confronti di don Vincenzo Federico è surreale. Secondo il provvisorio capo di imputazione, non è contestata la mancata consegna dei ticket money agli immigrati ma la spendita dei detti ticket money in schede telefoniche. Ora sarà assai agevole per gli inquirenti verificare che nessuna ricarica telefonica ha interessato la Caritas di Teggiano-Policastro. Fu proprio don Vincenzo a segnalare al Capo Dipartimento per le Libertà Civili e l’Immigrazione l’inopportunità di procedere con la consegna dei ticket money perché “tale situazione favorisce un mercato illegale” dei poket money che vengono “tramutati” in contante». Inoltre è finito sotto accusa anche un collaboratore della Caritas, Fiore Marotta, contattatoo da De Martino, mente della truffa. Don Vincenzo è responsabile della Caritas da circa 15 anni ed è anche stato nominato nel 2010 dalla Conferenza Episcopale della Campania. A dicembre ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere della Repubblica. La Caritas della diocesi di Teggiano – Policastro ha numerose strutture ubicate in diversi comuni nelle aree del Cilento, del Vallo di Diano e degli Alburni ed utilizzate per ospitare i migranti. Nel Vallo di Diano le strutture sono a Padula, Sassano, Teggiano e Montesano. Nell’ultimo anno sono stati accolti 35 minori, 671 maggiorenni, 198 i ragazzi dei progetti Sprar e 15 quelli inseriti nel progetto Afgani.

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