Quasi mille unità in meno rispetto al fabbisogno reale all’Ospedale Ruggi di Salerno, oltre ottocento lavoratori che mancano, invece, all’Asl, è quello che è stato accumulato nel tempo. Per anni il tetto di speso ha imposto alle aziende campane, e quindi salernitane, di programmare organici inferiori di molto rispetto a quanto invece è necessario. Un trend che può e deve essere invertito ora con l’uscita dal Piano di Rientro della Regione Campania, dopo lunghi anni, quasi venti, in cui vincoli hanno frenato assunzioni ed investimenti. “L’uscita della Regione Campania dal Piano di Rientro non è soltanto un atto amministrativo – ha dichiarato il segretario territoriale del Nursind Salerno Biagio Tomasco – ma l’occasione per ricostruire ciò che gli anni dei blocchi hanno indebolito, a partire proprio dal personale”. In una lettera indirizzata ai vertici dell’Azienda ospedaliera Ruggi e dell’Asl di Salerno Tomaso ha ribadito la necessità di un cambio di passo che può avvenire in nessun altro modo se non con nuove assunzioni a fronte della grave carenza che si registra nel salernitano. L’uscita dal Piano di Rientro consente, infatti, alle aziende di tornare a programmare liberamente assunzioni, investimenti strutturali e potenziamenti tecnologici. “È un’opportunità che non possiamo perdere – ha ribadito Tomasco nel sottolineare che senza personale non si riducono le liste d’attesa, non si rafforzano i servizi territoriali, né si decongestionano i pronto soccorso”. Di qui la richiesta all’ Azienda Ruggi e all’ Asl di Salerno di avviare subito una stagione di assunzioni che possa colmare i vuoti accumulati negli anni, restituendo stabilità ai reparti e qualità ai servizi per i cittadini. “L’uscita dal Piano di Rientro non è un traguardo, ma un punto di ripartenza” ha concluso il segretario territoriale del Nursind Biagio Tomasco.
Campania fuori dal Piano di Rientro. Tomasco (Nursind): “Ora le assunzioni”
DiOlga Sammauro
Mar 30, 2026

