Caldoro: “Nessun Napolicentrismo. Salerno ed Avellino favorite. De Luca: “Fateci lavorare”

Nessun Napolicentrismo. Aprendo la tavola rotonda promossa da Confindustria Salerno, nell’ambito dell’assemblea annuale al Teatro Verdi, il Governatore della Campania, Stefano Caldoro, ha respinto le critiche del presidente degli industriali salernitani Mauro Maccauro sul presunto Napolicentrismo e sui privilegi del capoluogo regionale. “Non è vero – ha detto Caldoro – Sono favorite, invece, le province più piccole come Salerno e Napoli. Quando sono arrivato, però, c’era un disallineamento del 7% che abbiamo superato”.

Il primo sentito intervento di De Luca che ha contestato le parole di Caldoro

Il primo sentito intervento di De Luca che ha contestato le parole di Caldoro


Parole che non hanno trovato d’accordo il sindaco di Salerno Vincenzo De Luca. “Dal mio punto di vista vorrei soprattutto che non accadese che alla fine devo cacciare il portafogli per aiutare io la Regione. Sui trasporti basterebbe che i km venissero pagati in maniera uguale a Napoli e Salerno. Vorremmo poi che la nostra metropolitana possa partire. Non mi ritrovo inoltre sulle risorse alle Asl con Salerno che sconta uno squilibrio di 100 milioni di euro. Nel frattempo ci sono straordinari in maniera abnorme a medici. Sui grandi progetti poi trovo assurdo che Salerno venga tenuta fuori dalla riqualifocazione coste. Sul turismo vorrei stessa attenzione della Pro Loco di Paternopoli. Vorremmo attenzione per le Luci d’artista ed il teatro Verdi. Sarebbe ragionevle avere un aiuto in più. Mi basteebbe anche qualche risorsa per fare qualche ristrutturazione interna. Sulla politica industriale penso che scontiamo errori della precedente giunta. Non si possono scegliere i settori da sostenere. Devono essere gli industriali a scegliere”. De Luca ha anche bocciato la città metropolitana definendola una idiozia che non si concretizzerà mai. “Preferirei meccanismi semplici, andando alla sostanza e non duplicando enti con nove livelli dai comitati di quartiere ai due rami del parlamento”. I comuni che sono in grado di risolversi i problemi devono poterlo fae. “Chiedo solo che ci facciano lavorare e ci lascino in pace. Se un comune è in grado di far da sè sui rifiuti ben venga. Questa ipotesi di riforma degli enti locali, quindi, non mi piace”. (261012 Giancarlo Frasca)
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