Antonio Amato, nessuna offerta al rialzo. Il pastificio di Salerno alla Di Martino

L'aggiudica defibitiva akla dicadoAlla fine é arrivata anche l’ufficialità per la cessione dello stabilimento Antonio Amato di Salerno e dello storico marchio pastaio con la lunga querelle che sembra ormai destinata a concludersi. Alle 11 di questa mattina, infatti, alla Sezione Fallimentare del tribunale di Salerno, in via Papio, dove si sono presentati molti dipendenti ed alcuni rappresentanti sindacali, non é giunta alcuna offerta migliorativa rispetto a quella precedentemente depositata e cauzionata nei mesi scorsi dalla Dicado srl del Gruppo Di Martino. 13 milioni di euro più iva ed oneri che erano bastati, lunedì scorso, per far aggiudicare provvisoriamente il pastificio Amato all’azienda di Gragnano.

In assenza di nuove proposte, infatti, il bando prevedeva che si considerassero quelle precedentemente presentate. Per questo motivo il Giudice Delegato, Iachia, aveva deciso per l’aggiudica provvisoria alla società del gruppo pastaio Di Martino. Allo stesso tempo non era stata considerata ricevibile un’istanza presentata da Passarelli che aveva chiesto 15 giorni ulteriori di tempo per avere il via libera da un istituto di credito per finanziare l’operazione di acquisizione. Il bando, però, aveva lasciato aperta comunque una porta a chiunque volesse ancora provare ad acquistare l’azienda salernitana. Entro le 11 di oggi, infatti, sarebbe stato possibile presentare un’offerta al rialzo corredata da apposita cauzione. In tal caso si sarebbe aperta un’asta con termine ultimo il 2 dicembre.
Senza alcuna offerta presentata, invece, il Giudice Delegato Iachia aveva ribadito come non ci sarebbe stata alcuna nuova convocazione per Giuseppe Di Martino, patron del pastificio gragnanese, ma soltanto il deposito dell’aggiudica definitiva in cancelleria.
Lunedì scorso l’imprenditore si era detto fiducioso seppur invitando ad attendere i tre giorni prima di festeggiare. Di certo, aveva aggiunto, sul marchio Amato la Di Martino punterà in maniera decisa con un piano di rilancio sul mercato nazionale ed internazionale. Soltanto con l’aggiudica definitiva, inoltre, si potrebbero aprire le porte dello stabilimento ad altri lavoratori, oltre ai 16 sinora reimpiegati. Soddisfazione da parte del curatore l’avvocato Luigi Amendola per una aggiudica che ha preservato l’unità dell’azienda e del legale della Di Martino. Soddisfatto quindi anche Giuseppe Agrosti che però ha ricordato come si debbano aspettare i tempi tecnici per il passaggio vero e proprio della proprietà che avverrà in seguito al pagamento delle somme previste. Fiducia in ogni caso per un esito positivo da parte dei sindacalisti. Ciro Marino della Uil di Salerno si è detto contento per l’aggiudica sperando che non si verifichino ulteriori colpi di scena comunque possibili. Leggi eventuali impugnazioni del bando prima del passaggio vero e proprio della titolarità dell’azienda . (211113 Giancarlo Frasca)

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