Ospedale di Agropoli, per il Nursind Salerno il nuovo atto aziendale dell’Asl di Salerno mette in luce una provincia spaccata in due sul piano della sanità: territori difficili da raggiungere, popolazione sempre più anziana in ampie aree interne e un’offerta ospedaliera pubblica ritenuta insufficiente rispetto ai bisogni reali. Il punto più caldo resta Agropoli. La definizione del presidio come “zona disagiata” senza un pronto soccorso pienamente funzionante è giudicata dal sindacato come una promessa disattesa. «Non possiamo limitarci a un servizio parziale, né accettare soluzioni di compromesso. Sulla stessa linea il delegato Vincenzo Berna, che rilancia l’allarme sulla carenza di personale specializzato: «Aprire un pronto soccorso senza garantire la presenza continua di anestesisti, cardiologi, ortopedici e chirurghi non è solo illogico, è pericoloso. Il sindacato segnala inoltre criticità nella redistribuzione dei servizi diabetologici sul territorio. A completare il quadro, il segretario amministrativo Adriano Cirillo evidenzia i nodi rimasti irrisolti: «Nel documento il presidio di Agropoli compare e scompare dalla rete dell’emergenza a seconda delle pagine. Mancano riferimenti fondamentali, come il ruolo dell’eliambulanza, e non è chiaro neppure il numero effettivo dei posti letto”. Il Nursind chiede quindi un piano chiaro, un cronoprogramma verificabile e una volontà politica esplicita di restituire al Cilento un presidio ospedaliero completo e sicuro.


