Accollo mutuo tra privati: come funziona e perchè farlo

Il mondo dei mutui è ampio e presenta diverse sfaccettature che bisogna conoscere per non farsi trovare mai impreparati. Tra i tanti concetti da conoscere c’è quello dell’accollo mutuo tra privati. I vantaggi accollo mutuo sono numerosi, ma procediamo con ordine e vediamo di cosa si tratta.

L’accollo del mutuo è innanzitutto un accordo, stipulato tra il soggetto che ha attivato un mutuo ed un altro soggetto che decide di far fronte ai debiti dell’altro nei confronti dell’istituto di credito.

Questo accordo è un’ipotesi efficace quando si decide di vendere un immobile sul quale grava ancora un mutuo ipotecario: in questo caso chi compra decide di continuare a pagare, subentrando al contraente iniziale, le rate del mutuo restanti e completare così un atto di compravendita nella quale il prezzo di vendita costituisce solo una parte della transazione.

L’efficacia di questo accordo bilaterale ha valore a prescindere dall’adesione del creditore, adesione che serve al creditore solo per rendere irrevocabile l’accordo nei suoi confronti.

Il tutto avviene dinanzi ad un notaio dove avviene una compravendita, con accollo, senza che la banca creditrice venga chiamata in causa. Viceversa se il creditore aderisce all’accordo rende anche il nuovo debitore responsabile nei propri confronti. Al debitore originario se ne aggiunge così uno nuovo: da qui il nome di accollo cumulativo.

Con l’accollo mutuo il compratore non deve istruire una nuova pratica di mutuo, risparmiandosi i costi d’istruttoria e di perizia, oltre che delle eventuali polizze. Con l’accollo anche le spese notarili sono ridotte. Non dovendo iscrivere ipoteca (già presente sull’immobile), al professionista andranno corrisposti gli oneri per il solo atto di compravendita (proporzionale al prezzo indicato), ma non quelli per l’atto di mutuo che è proporzionale al valore dell’ipoteca iscritta.

C’è, poi, la differenza tra accollo cumulativo e accollo liberatorio. Il semplice accordo tra titolare del mutuo ipotecario e accollante viene definito cumulativo, perché il debitore originario e quello subentrante si cumulano, appunto. Questo tipologia di accollo è quella più semplice e più frequente, tuttavia non libera il venditore dell’immobile dagli impegni originariamente assunti, restando obbligato in solido nei confronti del creditore.  Quindi, nel caso in cui l’accollante fosse insolvente e non onorasse il debito, questo potrebbe tornare a gravare sull’accollato.

Quando, invece, l’accollo è liberatorio chi cede il mutuo non ha più nessun legame con il creditore che deve, dunque, dare il proprio benestare e successivamente può rivalersi solo sull’accollante. La banca, essendo parte attiva nella compravendita, valuta il merito creditizio di chi si appresta ad acquisire il mutuo originario attraverso una vera e propria pratica.

Quando utilizzarlo

L’utilizzo dell’accollo può risultare conveniente quando si tratta di limitare le spese della pratica o usufruire di un mutuo che ha condizioni o tassi vantaggiosi.

Le caratteristiche peculiari di questo accordo lo rendono un strumento adatto anche nelle pratiche di separazione. Qualora volessi rilevare la quota di mutuo cointestato con il coniuge puoi accollarti il suo 50% pagando per intero la rata. Per adottare questa soluzione è fondamentale che la separazione avvenga consensualmente e che la banca creditrice autorizzi un accollo liberatorio.

 

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