Il Tar del Lazio respinge il ricorso dell’Avellino confermando l’esclusione dalla B. Si pensa al Consiglio di Stato

Titoli di coda per l’Avellino con la nuova stagione che non potrà mai avere inizio, nonostante le grandi aspettative e la presentazione in grande stile delle nuove maglie, soltanto qualche settimana fa con la partecipazione dell’attrice Anna falchi davanti a tanti tifosi in festa. Una gioia che, però, nel giro di pochgi giorni è diventata ansia ed ora delusione per l’esclusione dei lupi dal prossimo campionato cadetto. Una esclusione che c’era già stata da parte degli organi sportivi, ad iniziare dalla Covisoc, e proseguendo con Figc ed il Collegio di Garanzia dello Sport del Coni. Ora a sbattere la porta in faccia agli irpini anche il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio al quale il club del presidente Taccone si era rivolto per cercare di ottenere una sospensiva del provvedimento e poter prendere parte, non in sovrannumero ma tra le 22 aventi diritto alla prossima stagione. Così, però, non è stato, con il ricorso in ambito oridnario che è stato respinto. La terza sezione del Tar del Lazio, presieduta da Giampiero Lo Presti, ha concluso l’esame del caso, confermando il verdetto del Collegio di garanzia del Coni. In mattinata le audizioni al quarto piano del Tar, in Via Flaminio, un’ora e un quarto di speranza che, però, si sono dissolte nel primo pomeriggio. Fuori il club biancoverde, ora l’unica speranza per salvare il calcio ad Avellino è legata ad una possibile iscrizione alla serie D. Il sindaco irpino Ciampi si è già attivato per avviare una procedura per acquisire manifestazioni di interesse sulla falsariga di quanto accaduto, ad esempio a Bari. Si ipotizza, però, anche la strada di nuovi ricorsi, al Consiglio di Stato.
La mancata iscrizione dell’Avellino, intanto, darà il via allo svincolo degli attuali giocatroi binacoverdi con possibili risvolti sul mercato della serie B con diverse società alla finestra per inaggiare i pezzi migliori.(070818)

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